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Tor Caldara

Su una superficie di 44 ettari si estende uno degli ultimi lembi di foreste della pianura costiera laziale. La splendida riserva di Tor Caldara dal 1988 riserva naturale del Sistema Parchi e Riserve Naturali della Regione Lazio, e parte integrante del sistema Oasi e Riserv e del Wwf Italia.
Tor Caldara, sulla litoranea Anzio-Ostia al km 43,300, deve il nome ad una torre di avvistamento ed aveva un cantiere estrattivo dello zolfo che ha determinato la formazione di una ampio ambiente sterile, dato dall'accumulo dei materiali di risulta degli scavi. Con il tempo il paesaggio ha acquistato una straordinaria bellezza, data dal contrasto tra il verde rigoglioso del bosco e le superfici nude del detrito.


Esemplari di sughera, leccio, ornello, farnia e farnetto sono tra le specie più presenti in questo angolo naturale immerso nel verde, affiancato da un piccolo corso d'acqua. Sono 280 le specie vegetali presenti, 6,36 specie per ettaro.

 

La Riserva offre rifugio a molte specie animali, sia stanziali, dunque presenti durante l'intero arco dell'anno, sia di passo come gli uccelli migratori. Numerose anche le specie di invertebrati osservate, legate alle diverse nicchie ecologiche, come gli ambienti delle sorgenti termominerali.
Tra i mammiferi ci sono il coniglio selvatico, la donnola, la volpe; tra gli uccelli i rapaci, l’allocco, la civetta, il gheppio, lo scricciolo, la tortora, la quaglia. Nella riserva esiste una torre medioevale con i resti di una grande villa romana di età imperiale.

 

 Torre Astura

Torre Astura si trova a circa 5 chilometri a sud di Nettuno, ai margini di una rigogliosa pineta, storicamente nota come Foresta di Astura, in territorio del demanio militare. Intorno all'edificio è visibile, a fior d'acqua, il perimetro di un'antica peschiera romana. Plinio descrive Astura come un'isola e l'asserzione dello scrittore latino è confermata dai resti di un ponte che collegava l'isola alla terra ferma.

Vi soggiornarono Cicerone, Augusto, Tiberio, Caligola. A partire dal 1193, i Frangipane, per difendere Astura dai Saraceni, fortificarono parte della peschiera romana, ampia 15.000 mq. Il Forte, largo 30 metri x 15, era meno grande dell'attuale e la torre, costruita sul faro romano, era di forma quadrata. Successivamente fu trasformata in forma pentagonale.

Nel 1268 Corradino di Svevia, sconfitto a Tagliacozzo, si rifugiò in Astura, ma Giovanni Frangipane, signore di questa terra, lo consegnò a Carlo d'Angiò, re di Napoli e lo Svevo fu decapitato in piazza del Carmine nella città partenopea.

Dopo essere stato feudo dei Castani e degli Orsini, nel 1426 Astura passò ai Colonna, che intorno alla metà del XVI sec. ristrutturarono il castello, conferendogli l'attuale aspetto. Negli anni alle opere romane e al rustico medievale si aggiunsero eleganti forme rinascimentali. Attualmente è in atto un restauro conservativo della torre con l’istituzione di un parco archeologico marino, che ha avviato un processo di recupero, sotto più punti di vista, del complesso di Torre Astura.

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Ultimo aggiornamento: 19-01-12