EVVIVA EVVIVA !!!   ARRIVA LA CORDATA ITALIANA

gli Editoriali di Giancarlo Testi

Ci avrei giurato. Dopo aver lasciato incancrenire Alitalia, in dificoltà da diversi anni, dopo aver utilizzato l'argomento in campagna elettorale, dopo aver fatto fuggire Air France da una trattativa senza certezze, dopo aver dato la colpa a sindacati (e ce ne hanno) e ai lavoratori (forse 103 piloti per 5 aereo Cargo sono troppi), adesso arrivano i salvatori della Patria: i manager italiani.

Ma chi sono allora questi imprenditori che vogliono dare una mano all'Italia e che sembrano così generosi?  Basta un nome per proporsi come "Salvatore" della Patria?

Questi ultini anni, difficoltosi per gli stipendi di tutti, sono stati assai fruttuosi solo ai superstipendi proprio dei manager italiani, pubblici e privati.

A Piazza Affari gli indici hanno frenato (-7% solo nel 2007), la bufera dei subprime sta mettendo in grave crisi il vivere di tanti che hanno difficoltà a sbarcare il lunario, tanti, troppi in forte difficoltà, tranne  proprio i manager italiani.

In soli dodici mesi la Borsa ha creato 150 nuovi milionari con un boom che sembra in molti casi slegato dai risultati ottenuti sul campo. Il caso Telecom è sintomatico di cosa accade in Italia. Il titolo è in caduta libera (-7,8% nel 2007), gli utili frenano (-18%), il dividendo è stato drasticamente tagliato, eppure Riccardo Ruggiero, è uscito di scena con una busta paga di oltre 17 milioni e si è raddoppiato a 3,7 milioni il bonus per le performance aziendali. Benissimo è andata anche a Giulia Ligresti, presidente e ad Premafin. La holding di famiglia, a dire il vero, non ha vissuto un 2007 particolarmente brillante: l’utile è calato del 30%, le azioni del 22%. Lei però si è consolata con un congruo ritocco (+29%) alla busta paga, salita a 4,4 milioni di euro.

Ma chi sono allora questi imprenditori che vogliono dare una mano all'Italia e che sembrano così generosi?  Basta un nome per proporsi come "Salvatore" della Patria?

Sono gli stessi che la stanno affossando, che predicano il merito per gli altri  ma che, fino ad oggi,  se ne sono fregati delle aziende che dirigevano ed hanno fatto solo i loro interessi, in barba alle responsabilità e ai risultati, andando anche spesso a scontrarsi con la legge.

Allora, noi dovremmo essere contenti? Dovremmo ringraziare Salvatore Ligresti o Colaninno e compagni per essersi proposti?

Per adesso, noi cittadini, siamo gli unici a rimetterci, perchè i 300 milioni di euro che servono solo per dare respiro all'Alitalia per tre mesi e permettere a "lor signori" di capire come fare a spolparla meglio, per adesso i soldi li stiamo "cacciando noi". Probabilmente il piccolo tesoretto che doveva essere ridistribuito alle famiglie e ai pensionati viene "bruciato" in questa operazione. E poi magari qualcuno ci spiegherà che sarebbe meglio farla rimanere italiana l'Alitalia e ci chiederà (a noi) un piccolo sacrificio per sobbarcarci la sua sopravvivenza. Scommettiamo?

 

Scommessa vinta: la nuova compagnia che sta nascendo si libera dei vecchi debiti che saranno accollati ad una bad company: e indovinate chi li paghera? Loro con quote simboliche costituiscono una New company ripulita dai debiti della vecchia Alitalia. E nuovi Presidenti, nuovo consiglio di amministrazione ecc. Questi sono i rischi che si prendono i nostri imprenditori. Abbiamo cacciato Air France che avrebbe messo risorse economiche fresche e licenziato 2.000 dipendenti, fifacendo completamente tutta la flotta, ci resta una situazione di fallimento dell'Alitalia con circa 5.000 esuberi e niente soldi freschi, e qualcuno ci vorrebbe far credere che è una soluzione???

Al gioco: socializziamo le perdite e privatizziamo i profitti senza mettere una lira (anzi solo una quota pro forma) vorrei partecipare anch'io, mi basterebbe un posto nei probiviri.

 

                                                                                                                      Giancarlo Testi

                                                             Ultimo aggiornamento: 24-10-09