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"ZOZZONI"
gli editoriali di Giancarlo Testi
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Un malcostume molto diffuso, quello dell’affissione
selvaggia, che nel periodo antecedente a ogni elezione produce danni
estetici molto rilevanti e alti costi, a carico della collettività, per
ripulire i luoghi “imbrattati” dai manifesti. Ma in campagna elettorale
un’efficace propaganda politica ha davvero un peso sull’esito del risultato?
Ed è meglio un cartello elettorale gigantesco o una passeggiata al mercato?
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Probabilmente qualche candidato ha pensato
che per ottenere i voti bastasse invadere la città con manifesti abusivi incollati su tutti i muri del centro
storico, come ha fatto una candidata, o mettere manifestini sotto i
tergicristalli di tutte le auto con una posa volutamente somigliante a noti
personaggi politici nazionali, non si sa mai, o promuovere la raccolta
differenziata: chi vota Chiavetta lascia i rifiuti nei cassonetti con la sua
faccia, chi ha intenzione di votare Mauro in quelli del candidato
“indipendente”, se invece uno deve buttare del vetro c’è quello di Minchella.
Eppure nessuno sembra capire che non essendoci più un richiamo alle
ideologie, ai partiti storici il rischio che qualsiasi messaggio diventi
vago, semplice, non problematico, e finisca per assomigliare pericolosamente
alla pubblicità comune.
A volte maturano convinzioni che travolgono tutto e a poco servono le
pubblicità elettorali, non ci sono 6x3 (i manifesti elettorali giganti)
capaci di opporsi. Più delle interviste comunque possono le strette di mano,
il calarsi sulla vita di tutti i giorni, l’impegno riconosciuto negli anni
in attività utili alla collettività. La campagna elettorale può però
diventare importanti e forse decisiva se lo scarto fra i vari concorrenti è
minimo, in quel caso, un buon manifesto o una cattiva idea possono decidere
di una vittoria o di una sconfitta.
Ma questo non significa che si debba essere invasi da manifesti abusivi di
ogni genere che deturpano e sporcano in maniera impressionante.
Allora consiglio l’unico modo veramente concreto per combattere questo
fenomeno: non votare coloro che inquinano i nostri luoghi. Basterebbe far
girare questo principio ed attuarlo per evitare gli sprechi della
pubblicità, anche perché la città è di tutti e tenerla pulita deve essere un
obiettivo primario per ogni cittadino.
Giancarlo Testi
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