Tapiro ad Attoni

Home Su I nostri figli Riconciliazione Taglia e ritaglia Berlusconismo Social card e privilegi A chi giova la crisi Conflitto d'interessi. Interessa? la memoria che divide Comune Nettuno insensibile Regali ai partiti Forza Nettuno Zozzoni La decrescita Decrescere felici Un giorno in Pretura Partitocrazia Evasori Brunetta falso moralizzatore Il surf Tapiro ad Attoni Il leccaculismo Mara Carfagna Autunno caldo La particella di Dio

Tapiro d'oro a Striscia la notizia e a Sebastiano Attoni 

      gli Editoriali    di Giancarlo Testi

Penso che tutti, grandi e piccoli, conoscano perfettamente il programma televisivo “Striscia la notizia”, magari gli uni per le gambe (e fermiamoci qui) delle veline o della bella Michelle e gli altri per il Gabibbo o le battute di Greggio e degli inviati simpatici (quasi tutti). Striscia è il programma di punta di Canale 5 e va in onda tutti i giorni dal lunedì al sabato propinandoci, oltre a qualche pezzo veramente piacevole, anche tante cose discutibili. Il programma è universalmente definito “telegiornale satirico”, parodia dei tg, ma qualcuno ha presto iniziato a dubitare sul suo status di satira alla comicità. La prima cosa su cui si potrebbe discutere è proprio la sua collocazione, molto proficua dal punto di vista dell’audience, ma discutibile da altri. Infatti, per alcuni il programma è visto, anche per il fatto che quella è da sempre l’ora dei tg, proprio come un telegiornale alternativo e simpatico, cosa che invece “striscia” non può essere. La trasmissione, se si leva la parte comica che con “Valentino” raggiunge una godibilità assoluta, diventa infatti assai debole e contestabile quando pretende di diventare una trasmissione di denuncia.

 

La trasmissione vive d’audience e ha sempre uno share altissimo, ma proprio per questo non può offrire garanzie d’indipendenza e libertà in quanto deve rendere conto agli sponsor e, sempre, a meno che qualcuno pensi che la satira sulla sua “altezza” compensi, al suo padrone.

 

Ma la trasmissione di Ricci è potentissima e se prende di mira qualcuno mette in atto dei veri “tormentoni” che durano mesi e che possono seriamente danneggiare chiunque, una vera “arma da combattimento”: chi ha memoria, altra cosa persa da questa società, può ricordarsi cosa successe a Montesano, quando si mise di traverso, o ai “fu fu” di D’Alema fino a Vanna Marchi. Certo, qualcuno potrebbe sostenere che fare quella campagna contro “madre e figlia urlatrici” fosse stato meritevole, ma la battaglia si contraddice con il fatto che l’editore della trasmissione guadagna tantissimo proprio grazie alle pubblicità di sedicenti astrologi, cartomanti e occultisti.

 

Se poi si volesse entrare nel merito delle varie inchieste scopriremmo che forti perplessità hanno suscitato tante iniziative che hanno danneggiato nell’immagine varie categorie (dai tassisti alle associazioni di volontariato), hanno molestato tanti cittadini e hanno procurato allarmi inutili (basti pensare alla campagna sulla sicurezza degli aeroporti dopo l’11 settembre che mise in allarme migliaia di passeggeri e recò forte danno alle compagnie aeree). Un esempio d’accanimento che è sembrato sproporzionato è stato quello contro i gestori dei distributori di benzina. Allora, visto che dai controlli effettuati dagli Uffici di Polizia Giudiziaria si sono riscontrati solo 167 casi di irregolarità, su 95.616 pompe verificate, una percentuale dello 0,17% ben al di sotto di ogni soglia fisiologica, è possibile e legittimo immaginare che l'uso di alcune "informazioni" su presunte e generali truffe a carico dei cittadini spesso siano solo un discutibile mezzo per "far notizia" ed elevare gli indici di ascolto.

 

Ma questo modo di fare informazione, con cose dette e non dette, con telecamere nascoste, con la faccia dei presunti colpevoli quasi sempre coperta, invece di essere una specie di “nuova gogna mediatica” (nel medioevo chi veniva condannato alla gogna era esposto alla berlina) si profila come un modo molto discutibile di fare informazione, poiché il reale risultato è quello di gettare discredito su intere categorie o di colpire con notizie ossessive e ripetute qualche personaggio in qualche modo scomodo sempre ammiccando l’occhio all’audience, ora con una gonna più corta, ora con una battuta simpatica. Altra cosa invece, condivisibile ed utile, è quando la denuncia riguarda fatti specifici con la faccia in primo piano dei reali colpevoli.

 Ma uno dei tormentoni di “Striscia la notizia” è la consegna del tapiro d’oro. Ecco, questa volta noi, anche per le considerazioni fatte precedentemente, ne vorremmo consegnare uno da suddividersi fra il simpatico e bravo Jimmy Ghione e Sebastiano Attoni, comparsi nella puntata di mercoledì 7 maggio, per segnalare la situazione di pericolosità creatasi in un capannone industriale abbandonato a via delle Cinque Miglia.  

 

Ma perché il tapiro? Perché era dal 2 maggio che le Fiamme Gialle avevano individuata e sequestrata quell’area di 45.000 metri quadrati, con il capannone abbandonato da circa quindici anni che aveva ospitato un’industria farmaceutica. E già da allora avevano messo in moto le procedure atte alla bonifica del sito.

 

Allora, a meno che “il nodo di striscia” valga di più delle assicurazioni delle forze dell’ordine, e che per risolvere i problemi si sia costretti a chiamare il Gabibbo o Capitan Ventosa , è difficile capire e condividere finti scoop o denuncie poco circostanziate. Ma perchè anche Attoni; perché doveva essere a conoscenza dell’intervento degli organi competenti e non sfacciatamente cavare la notizia? Anche perché altrimenti dovremmo chiederci dove stava Sebastiano Attoni, che peraltro su altre questioni è stato sempre attento, quando in quei luoghi si denunciavano discariche a cielo aperto e “rave” che paralizzavano la zona? 

 

Speriamo almeno che tutto questo serva ad accelerare i tempi di intervento e di bonifica.

 

Comunque a “Striscia la notizia” e a Sebastiano Attoni: un bel “Tapiro d’oro”.

                                                                                                                                             Giancarlo Testi

 

Home | I nostri figli | Riconciliazione | Taglia e ritaglia | Berlusconismo | Social card e privilegi | A chi giova la crisi | Conflitto d'interessi. Interessa? | la memoria che divide | Comune Nettuno insensibile | Regali ai partiti | Forza Nettuno | Zozzoni | La decrescita | Decrescere felici | Un giorno in Pretura | Partitocrazia | Evasori | Brunetta falso moralizzatore | Il surf | Tapiro ad Attoni | Il leccaculismo | Mara Carfagna | Autunno caldo | La particella di Dio

                                                             Ultimo aggiornamento: 21-08-09