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gli Editoriali
di Giancarlo Testi
Penso che tutti, grandi e
piccoli, conoscano perfettamente il programma televisivo “Striscia
la notizia”, magari gli uni per le gambe (e fermiamoci qui) delle
veline o della bella Michelle e gli altri per il Gabibbo o le
battute di Greggio e degli inviati simpatici (quasi tutti). Striscia
è il programma di punta di Canale 5 e va in onda tutti i giorni dal
lunedì al sabato propinandoci, oltre a qualche pezzo veramente
piacevole, anche tante cose discutibili. Il programma è
universalmente definito “telegiornale satirico”, parodia dei tg, ma
qualcuno ha presto iniziato a dubitare sul suo status di satira alla
comicità. La prima cosa su cui si potrebbe discutere è proprio la
sua collocazione, molto proficua dal punto di vista dell’audience,
ma discutibile da altri. Infatti, per alcuni il programma è visto,
anche per il fatto che quella è da sempre l’ora dei tg, proprio come
un telegiornale alternativo e simpatico, cosa che invece “striscia”
non può essere. La trasmissione, se si leva la parte comica che con
“Valentino” raggiunge una godibilità assoluta, diventa infatti assai
debole e contestabile quando pretende di diventare una trasmissione
di denuncia.
La trasmissione vive d’audience e ha sempre uno share
altissimo, ma proprio per questo non può offrire garanzie
d’indipendenza e libertà in quanto deve rendere conto agli sponsor
e, sempre, a meno che qualcuno pensi che la satira sulla sua
“altezza” compensi, al suo padrone.
Ma la trasmissione di Ricci è potentissima e se
prende di mira qualcuno mette in atto dei veri “tormentoni” che
durano mesi e che possono seriamente danneggiare chiunque, una vera
“arma da combattimento”: chi ha memoria, altra cosa persa da questa
società, può ricordarsi cosa successe a Montesano, quando si mise di
traverso, o ai “fu fu” di D’Alema fino a Vanna Marchi. Certo,
qualcuno potrebbe sostenere che fare quella campagna contro “madre e
figlia urlatrici” fosse stato meritevole, ma la battaglia si
contraddice con il fatto che l’editore della trasmissione guadagna
tantissimo proprio grazie alle pubblicità di sedicenti astrologi,
cartomanti e occultisti.
Se poi si volesse entrare nel merito delle varie
inchieste scopriremmo che forti perplessità hanno suscitato tante
iniziative che hanno danneggiato nell’immagine varie categorie (dai
tassisti alle associazioni di volontariato), hanno molestato tanti
cittadini e hanno procurato allarmi inutili (basti pensare alla
campagna sulla sicurezza degli aeroporti dopo l’11 settembre che
mise in allarme migliaia di passeggeri e recò forte danno alle
compagnie aeree). Un esempio d’accanimento
che è sembrato sproporzionato è stato quello contro i gestori dei
distributori di benzina. Allora, visto che dai controlli effettuati
dagli Uffici di Polizia Giudiziaria si sono riscontrati solo 167
casi di irregolarità, su 95.616 pompe verificate, una percentuale
dello 0,17% ben al di sotto di ogni soglia fisiologica, è possibile
e legittimo immaginare che l'uso di alcune "informazioni" su
presunte e generali truffe a carico dei cittadini spesso siano solo
un discutibile mezzo per "far notizia" ed elevare gli indici di
ascolto.
Ma questo modo di fare informazione, con cose dette e
non dette, con telecamere nascoste, con la faccia dei presunti
colpevoli quasi sempre coperta, invece di essere una specie di
“nuova gogna mediatica” (nel medioevo chi veniva condannato alla
gogna era esposto alla berlina) si profila come un modo molto
discutibile di fare informazione, poiché il reale risultato è quello
di gettare discredito su intere categorie o di colpire con notizie
ossessive e ripetute qualche personaggio in qualche modo scomodo
sempre ammiccando l’occhio all’audience, ora con una gonna più
corta, ora con una battuta simpatica. Altra cosa invece,
condivisibile ed utile, è quando la denuncia riguarda fatti
specifici con la faccia in primo piano dei reali colpevoli.
Ma uno dei tormentoni di “Striscia la notizia” è la
consegna del tapiro d’oro. Ecco, questa volta noi, anche per le
considerazioni fatte precedentemente, ne vorremmo consegnare uno da
suddividersi fra il simpatico e bravo Jimmy Ghione e Sebastiano
Attoni, comparsi nella puntata di mercoledì 7 maggio, per segnalare
la situazione di pericolosità creatasi in un capannone industriale
abbandonato a via delle Cinque Miglia.
Ma perché il tapiro? Perché era dal 2 maggio che
le Fiamme Gialle avevano individuata e sequestrata quell’area di
45.000 metri quadrati, con il capannone abbandonato da circa
quindici anni che aveva ospitato un’industria farmaceutica. E già da
allora avevano messo in moto le procedure atte alla bonifica del
sito.
Allora, a meno che “il nodo di striscia” valga di più
delle assicurazioni delle forze dell’ordine, e che per risolvere i
problemi si sia costretti a chiamare il Gabibbo o Capitan Ventosa ,
è difficile capire e condividere finti scoop o denuncie poco
circostanziate. Ma perchè anche Attoni; perché doveva essere a
conoscenza dell’intervento degli organi competenti e non
sfacciatamente cavare la notizia? Anche perché altrimenti dovremmo
chiederci dove stava Sebastiano Attoni, che peraltro su altre
questioni è stato sempre attento, quando in quei luoghi si
denunciavano discariche a cielo aperto e “rave” che paralizzavano la
zona?
Speriamo almeno che tutto questo serva ad accelerare
i tempi di intervento e di bonifica.
Comunque a “Striscia la notizia” e a Sebastiano
Attoni: un bel “Tapiro d’oro”.
Giancarlo Testi
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