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Piazza Pia si colora di
rosso Ferrari.
In questo momento le Ferrari non stanno certo
dando soddisfazioni ai loro tifosi, sembrano patire problemi inconsueti e
non riescono a trovare una continuità di prestazioni come nel passato, ciò
nonostante prendere un aperitivo in
Piazza Pia con davanti agli occhi i
fiammanti colori di circa 30 modelli di Ferrari è qualcosa di veramente
emozionante.
La manifestazione è organizzata dal Club ”Passione
Rossa” con il patrocinio dell'assessorato al Turismo del comune di
Anzio.
Fra i bolidi in sosta si
aggira il sindaco Bruschini e vari politici locali, anche lo stesso
Assessore alla cultura, sport e turismo, Umberto Succi che nei giorni scorsi
aveva ringraziato il Presidente del Club Fabio Barone per “aver
collaborato positivamente con l’Assessorato nell’organizzare una
manifestazione simbolo del Made in Italy nel mondo“. |
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Tante persone, tanti fotografi, affollano la piazza ed ammirano quelle auto
da sogno, alcuni pensando che, forse, un giorno se le potranno permettere,
altri sospirando sapendo che non avranno mai l’opportunità nemmeno di
salirci una volta. Un passante stizzito si lamenta e sostiene che “anche
l'evasione é "simbolo" di Made in Italy e alcuni dei "nullatenenti"
intestatari delle rosse, più che con i cittadini, la foto se la dovrebbero
fare assieme alla Guardia di Finanza, mentre staccano un altro assegno
milionario, ma questa volta a favore dell’erario! In ogni caso, con i tempi
che corrono é certamente incoraggiante vedere così tanto rosso, con tanto
verde nelle tasche della maggior parte dei cittadini italiani”. Ma
subito un altro lo rimprovera accusandolo d’invidia, ricordando la famosa
favola attribuita ad Esopo “La volpe e l’uva”, dove la volpe, dopo
vari tentativi di mangiarsi l’uva se ne andava sostenendo che non era ancora
matura.
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Anzio ex cinema
Fiamma: il rosso è quello della CGIL e l’azzurro è quello del mare.
Forse chi criticava la piazza
tappezzata di rosso Ferrari non prendeva in considerazione il fatto
che le grandi imprese italiane sono un sostegno importante per
l’economia italiana, o forse voleva solo rammentare che questo non è
il momento giusto per “sfoggiare i gioielli”, non solo perché è
ancora fresco il dramma del terremoto, ma perché ci sono tante
persone che faticano a mettere insieme il pranzo con la cena. E la
stridente realtà oggi è scesa in piazza.
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Da un lato le fiammanti auto e solo a pochi passi di
distanza, presso l’ex cinema Fiamma, un convegno della FLAI-CGIL sulla
“Sicurezza sul lavoro nel settore della pesca”. Anche qui il colore
prevalente è il rosso, ma il rosso CGIL. L’obiettivo dell’iniziativa,
che fa parte di un progetto di carattere nazionale, è quello di
promuovere la cultura della sicurezza in un mondo del lavoro come quello
della pesca che impiega circa 40.000 addetti e che è considerato tra le
attività economiche più pericolose a livello mondiale. Per questi motivi
la Flai-Cgil si è
riproposta di incontrare il maggior numero possibile di lavoratori per
informarli sui rischi del lavoro in mare e sui dispositivi normativi ad
oggi esistenti per il loro settore e quella di Anzio è una tappa
dell’iniziativa. Anche Beniamino Colantuono e il neo Segretario del
Circolo PRC di Anzio sottolineano l’importanza del settore per le
sorti della città e quanto sia rilevante l’aspetto riguardante la
sicurezza di chi lavora. I problemi sono sempre gli stessi. Eugenio
Siracusa, Responsabile CST per la pesca ed acquacultura di Anzio,
Antonella De Marco del Dipartimento lavoro e sicurezza Flai Cgil
nazionale e Antonio Pavia del Dipartimento pesca, hanno evidenziato i
problemi e proposto le necessarie attenzioni e le iniziative da
intraprendere. Il settore da sempre risente di orari
di lavoro eccessivi, di scarsa manutenzione delle imbarcazioni, di
mancanza di strumenti idonei ad abbattere la percentuale di rischio,
d’inadeguatezza circa le dotazione di dispositivi di protezione
individuale, di rischi dovuti alla prolungata esposizione al sole e ad
altri agenti atmosferici. Questi sono solo alcuni dei fattori di maggior
rischio rispetto agli infortuni e alle patologie che possono contrarre i
lavoratori del mare. Ecco che allora la presenza e l’uso di dispositivi
di sicurezza, individuali e collettivi possono
concorrere alla salvaguardia del
lavoratore e dell’impresa.
Diventa allora fondamentale parlare di cosa fare in presenza di
avvenimenti improvvisi e non previsti come un uomo in mare o fare
informazione sullo shock termico o sull’ipotermia, sulla sopravvivenza
individuale in mare, sui dispositivi di protezione individuali, sui
dispositivi e mezzi di salvataggio, su cosa fare in caso d’incendio,
sulla stabilità della nave, sulle bevande e sostanze pericolose, sulla
segnaletica e sulla valutazione dei rischi. Tutte informazione che, nel
tempo, possono essere di grande aiuto e a salvare anche delle vite. Alla fine
del convegno ai lavoratori interessati dall’iniziativa sono stati donati
degli stivali in regola con le norme sui dispositivi di sicurezza e una
copia della guida europea alla “Prevenzione degli incidenti in mare”.
Una provocazione e un atto concreto per denunciare la mancanza di
sicurezza in un settore così fortemente esposto agli incidenti sul
lavoro.

Qualche tempo fa proprio ad Anzio ci fu pure un morto e tante altre
situazioni di pericolo ma ultimamente almeno una notizia positiva c’è
stata. Dopo le reiterate proteste dei pescatori e delle loro
associazioni, e anche di politici locali, si sta procedendo all’escavo
del canale del porto che consentirà, come ha affermato anche Aurelio Lo
Fazio, sia un lavoro tranquillo ed in sicurezza ai pescatori, sia
l’inizio dell’attività estiva di collegamento con le isole Ponziane.
Il rosso Ferrari, il rosso Cgil, il verde nelle tasche dei
cittadini, l’azzurro del mare: quanti colori. L’auspicio vero è che
questi colori trovino una giusta “mescolanza” e che questa nazione
torni ad unirsi e riesca a coniugarli in un clima condiviso e che questo
porti civiltà e benessere, chiaramente anche ai pescatori.
Giancarlo Testi
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