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Intervista Alicandri: “ma un manipolo di eroi, dotati soltanto dei propri ideali e del proprio coraggio riuscì a prendere in pugno la situazione  e a cambiare il mondo”

Roberto, tu sei un giovanissimo consigliere del comune di Nettuno, 31 anni da poco compiuti, ma la tua storia politica non comincia, magari come qualcuno potrebbe pensare da queste ultime elezioni amministrative. Allora, se me lo consenti, vorrei fare una specie di gioco con te, ti vorrei proporre delle “immagini”, delle figure simboliche e tu ci spiegherai cosa hanno rappresentato e cosa oggi ti vogliono dire. Iniziamo da una frase “noi ragioniamo” e da una foglia, una foglia d’edera.

“Noi ragioniamo” è una frase detta da Ugo La Malfa e creata da quello che si chiamava il “partito della ragione”, il partito repubblicano, che riusciva a collegare la sinistra italiana con la Confindustria. Un partito che veniva fuori da Mazzini e da Cuccia.

Roberto Alicandri è un amante della Scozia e dell'Irlanda, delle loro tradizioni, della loro musica, dei loro riti... e della loro birra.

 

Quindi ti dico “Nuvola rossa”, zio “Barney”, “Calvin”, “Lincoln”, “Lucifero”, Mcandry, cosa ti torna in mente?

Mi riporta alla politica online. Mi ricorda un forum di politica dove ho scritto tanto come Mcandry, che è l’abbreviazione del mio cognome  resa gaelica, celtica che evidenzia il mio amore per la Scozia e per l’Irlanda. Poi mi ricorda tutti i miei amici che con me hanno fatto parte di “riscossa repubblicana” che era la corrente minoritaria del partito che cercava di mantenere l’edera nel centro-sinistra.

« Storia del Mondo. I vulcani eruttarono. Gli oceani ribollirono. L'universo era in tumulto. Poi venne il cane. »Tu  sul web hai scelto come avatar Snoopy. Un cane, che parla poco, ma in compenso pensa tantissimo. Sono in pochi a poterne leggerne i pensieri, ma Charlie Brown è sempre al corrente di tutto ciò che gli passa per la testa e delle sue idee e le rispetta e le persegue. Succede anche fra te e il sindaco Chiavetta?

Nella maggior parte dei casi si. In Consiglio comunale fra me e lui basta uno sguardo, ci conosciamo dai tempi delle medie, abbiamo fatto insieme le occupazioni e le autogestioni al Liceo Scientifico Innocenzo XII. Lui sempre schierato nel PD, io sempre nel partito repubblicano: ma la sinistra che ragiona è una.

 

Tu sei il capo gruppo di una lista civica e anche il vice presidente del Consiglio Comunale di Nettuno. Un bel risultato, ma cerchiamo di analizzarlo meglio. Alle elezioni politiche Nettuno è rimasto a destra, ma alle amministrative si è avuta una netta affermazione dell’attuale sindaco e la lista di cui tu sei appunto capogruppo ha fortemente contribuito, con 1312 importanti voti. Ma qual è la provenienza di questi suffragi e per quali obiettivi sono impegnati i 3 consiglieri “anomali” e l’affermazione “Ripartiamo da te” ha qualche significato?

La lista civica ha avuto l’enorme fortuna e l’intelligenza di mettersi in quell’aria di confine tra il PD e la società civile. Nettuno aveva voglia e bisogno di cambiamento e chi non voleva votare per il Partito Democratico che era comunque un partito caratterizzato a livello nazionale, ha potuto votare per noi.  Io non ho preso tante preferenze, come non l’hanno prese Camillo Lustri e Fabio Tofani, però siamo convinti che il nostro impegno e il nostro modo di lavorare è importante.

 

E vero, pare che tu sia ascoltato e considerato in Consiglio. Sembri ben lanciato. Ma conosci quel sonetto di Trilussa intitolato “Er ministro novo” e in particolare la frase  “Guardelo quant'è bello! Dar saluto pare che sia una vittima e che dica: io veramente nun ciambivo mica; è stato proprio el Re che l'ha voluto!”. E la domanda è: la scelta di sponsorizzare Chiavetta come nasce, è lui che ha scelto voi o siete voi che avete scelto lui, e quali sono i rapporti con il partito ufficiale del sindaco, ovvero con il PD?

I rapporti con il PD sono molto chiari. Il PD è un partito che ha i suoi collegamenti romani, noi no. A noi interessano i progetti sul territorio e non ti nascondo che ci piace dialogare tanto con l’opposizione, avrai notato che quando un nostro  progetto arriva in Consiglio Comunale molto spesso prende l’unanimità, perché se si riesce a spiegare a far comprendere a tutti ciò che vuol fare, molto spesso ottiene più di chi lo porta per ragione politica.

Ma veniamo ad alcuni problemi specifici di Nettuno. Cosa pensi sinteticamente dell’onda e della politica del governo sulla scuola.

Sai benissimo come la penso e alla fine devo dire che avevamo ragione noi, perché il decreto Gelmini è stato in parte ritirato e sia  l’Università che le Superiori non dovranno sottostare alle presunte riforme e alle Elementari saranno le scuole a decidere, quindi avevamo ragione.

 Anche su sicurezza e la giustizia c’è l’impressione che più che cercare soluzioni si cavalchino e si alimentino paure a volte presunte. Però problemi ce ne sono, da noi, per esempio non passa giorno che non si scovi montagne di droga e si arrestino trafficanti, anche internazionali. Ma tutta questa droga, specie cocaina, la preferita dai giovani, chi la consuma? Ci si pone questa domanda?

Non c’è dubbio. Io però non sono mai stato un “forcaiolo” e non sono un puritano. Non ho mai fatto di tutt’erba un fascio. Sono convinto che le droghe pesanti facciano male e da questo punto di vista ci vorrebbe un’informazione più attenta a livello scolastico. Provenendo però da un’area laica, anticlericale e antiprobizionista credo che una differenziazione con le droghe leggere andrebbe fatta.

 

Cambiamo argomento. Qualche giorno fa c’è stato un Consiglio straordinario sulla questione No Turbogas. A me pare che la situazione sia arrivata al punto che potevamo immaginare, anche per i non sempre coerenti atteggiamenti dei vari politici, anche locali. Adesso cosa si può fare e cosa pensi del nucleare?

Vengo da una parte politica che al referendum votava NO, ovvero lo voleva mantenere, quindi penso che il nucleare non sia da buttar via al cento per cento. E’ evidente però che per un territorio come il nostro, che dovrebbe essere a vocazione turistica, è fuor di dubbio che non abbia senso.

 

1000 specie di animali sono in estinzione, la terra è ridotta ad un immondezzaio, sempre di più privata delle sue risorse, una Torre di Babele dove c’è chi ha veramente troppo e chi ha veramente niente. Eppure la politica non riesce a capire che la solidarietà è un investimento e l’ambiente può diventare anche una risorsa ed una opportunità lavorativa. Adesso, causa una crisi “anomala”, tanti stanno obbligatoriamente riducendo il loro stile di vita, ma non sarebbe meglio se la politica riuscisse a leggere i cambiamenti e coinvolgesse, partecipasse alla popolazione la necessità di un’impronta ambientale più leggera, se facesse capire che la felicità non è obbligatoriamente e direttamente legata il PIL?

Sono perfettamente d’accordo e ti dico di più. Io come professione ho un CAF, un patronato e sono quindi abituato a ragionare e a lavorare con persone che non hanno milioni e magari vivono di pensione sociale. Per questo mi rendo conto quanto le piccole cose possono renderli felici. Compartecipare, rendere questo il centro dello sviluppo è utile, rendere tutto una merce è sbagliato. Io credo molto nella speranza Obama. E’ per me un’attesa polare il suo modo di governare e le ricadute della sua politica. Non lo so come andrà a finire. Purtroppo e per fortuna l’America è un paese con tanti etablissements e tante lobbies, se Obama riuscirà a non farsi condizionare e li supererà andrà bene per tutto il mondo. Noi, Comunione Europea, non avendo un’unione politica non siamo in grado di incidere su queste scelte. Si è visto sulla questione dell’ambiente dove Berlusconi fa finta di non firmare poi firma; è questa la situazione. Obama ha in mano il futuro del mondo, se fallisce la situazione potrà diventare veramente brutta.

 

A molti, in Italia, sentire parlare di conflitto d’interesse, fa lo stesso effetto di un fastidiosissimo prurito. Non è così nel resto del mondo. Tutti abbiamo visto che la nomina di Hillary Clinton a segretario di Stato non è stata priva di ostacoli proprio per questo motivo.  Invece in Italia ci si stupisce se solo si ha l’ardire di parlare di codici di regolamentazione etica e di conflitti d’interesse.  L’altro giorno ho cercato di contare le attività che Berlusconi controlla, a 350 mi sono stufato e mi sono fermato. Come si fa allora a non capire che, su qualsiasi argomento, direttamente o indirettamente, il governo decida, provoca riflessi sulle aziende del Presidente del Consiglio, iva o non iva.

Il conflitto d’interessi votato l’ultima volta diceva che quando c’era qualche cosa che poteva interessare il Presidente, questo doveva abbandonare il Consiglio dei Ministri. Nella situazione attuale il Presidente del Consiglio dovrebbe stare sempre fuori. Quindi probabilmente sarebbe stato meglio se l’Italia avesse capito e votato in modo diverso.

 

Basta fare un giro al mercato il giovedì per scoprire che ormai gran parte dei prodotti sono cinesi e che le persone che ti sfiorano, spesso parlano una lingua che non capisci. Tu pensi ancora che l’obiettivo è cogliere l’opportunità dell’immigrazione, valorizzandone gli apporti nella legalità, nella sicurezza e nella convivenza e che ciò sia possibile o non sia invece necessario stringere i freni e trovare soluzioni diverse.

E’ possibile in un paese che sia un paese serio, un paese meritocratico, che punta alla ricerca e mette dei paletti sia sull’entrata delle merci che sull’apporto che la gente, italiana e non, possa portare alla comunità. Ma su una cosa bisogna avere le idee chiare: la globalizzazione non si può fermare, la si può solo regolamentare.

 

Torniamo a Snoopy. Il suo sogno è quello di fare lo scrittore, ma nessun editore vuol pubblicare i suoi scritti. Il suo immutabile incipit  è : "Era una notte buia e tempestosa..." Non è che questo incipit sintetizza bene il periodo storico che stiamo vivendo.

La frase però continua “ma un manipolo di eroi, dotati soltanto dei propri ideali e del proprio coraggio riuscì a prendere in pugno la situazione  e a cambiare il mondo”. Mi pare una bella prospettiva e un bel manifesto politico.

 

Siamo vicini al Natale e alle Feste e si sa, a Natale siamo tutti più buoni. Quindi ti ringrazio, ti faccio gli auguri e ti chiedo di approfittare per mandarli anche tu, non solo alle 1312 persone che hanno contribuito alla tua elezione, ma a tutti gli abitanti del litorale.

Gli auguri io li faccio a tutti, sperando di poter dare delle risposte più che chiedere qualcosa a qualcuno. Il paese, soprattutto Nettuno ha bisogno di un cambio di rotta e di quello che qualcuno potrebbe credere un miracolo. Ma noi le maniche ce le siamo tirate su, facciamoci gli auguri.

 

E’ stata una scoperta piacevole il Capo Gruppo della Lista Chiavetta in Consiglio, un giovane, fortemente radicato a idee che vengono da lontano e che non vuole rinnegare, collegato al territorio, e con tanta voglia di aria nuova e pulita. Auguri Roberto, ma, a proposito del tuo amore per la storia e la tradizione scozzese e irlandese, a proposito di padri, ricordati sempre una frase che Tacito dedicò ai Celti, al “Popolo nascosto”: “Divisi, furono sconfitti; uniti sarebbero stati invincibili”. Gli estimatori moderni dovrebbero aver appreso la lezione e, magari la sera davanti al fuoco di un camino, con in sottofondo una melodia di Enya, la fata gaelica della musica celtica, li potremmo scoprire e parlare e studiare nuove iniziative e possibili alleanze

                                                                                                                                 

Giancarlo Testi

06-02-12