Quando i nodi vengono al pettine
Il problema rifiuti in Italia è una
questione delicata, e al di la della propaganda, ancora tutta da
risolvere, specialmente a Napoli. Certo, almeno per il momento
se non altro Napoli torna ad essere vivibile, ma come va ad Anzio e Nettuno?
Ambedue hanno fatto un contratto con Ecopolis 2000 una società dal sud
e, almeno al Borgo di Nettuno fra poco si inizierà a fare la
raccolta differenziata, ma sul territorio del litorale la situazione
non è "tranquilla". Basterebbe avere la pazienza di farsi un giro
nelle periferie per scoprire situazioni incredibili, dai cassonetti
spariti a vere e proprie discariche a cielo aperto, anche in barba
alle telecamere di Bruschini.
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Qualcuno,
dopo gli ammiccamenti della passata campagna elettorale, le elezioni che
hanno dato una solida maggioranza al Partito delle Libertà, la scomparsa
delle frange estreme considerate frenanti rispetto alle necessarie
decisioni da prendere, i primi passi rassicuranti di Berlusconi e
l’opposizione quasi inesistente, può aver pensato che, al motto di “una
sola persona al comando”, tutto si sarebbe risolto in un batter
d’occhio. Ma i fatti dimostrano che non è così. Che non è facile far
ripartire un Paese fermo da moltissimo tempo, e, se fosse stato facile
qualcuno lo avrebbe già fatto. |
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Certo nessuno ha mai avuto le opportunità che
ha oggi il Presidente del Consiglio, con una forte maggioranza, uno
schieramento coeso e una responsabile opposizione che per la prima volta
sostiene anche le idee degli avversari, ma le emergenze italiane sono tante
e serie e, come per quella dei rifiuti urbani, le cause sono complesse e
scontano probabilmente una commistione di errori tecnico-ammnistrativi e di
interessi politici, industriali e malavitosi di non chiara matrice.
Infatti ogni volta che si parla di
fatti concreti ci si scorda o si fa finta di scordare che la prima industria
italiana è la “malavita” (la potenza economica della criminalità organizzata
in Italia, secondo la Confesercenti, è di novanta miliardi e mezzo all’anno
di fatturato, pari al sette per cento del prodotto interno lordo) e che in
Italia l’evasione fiscale (che è stata conteggiato in circa 300 miliardi di
euro l’anno) è praticata da tantissimi cittadini. Se questo è il quadro in
cui ci si deve muovere le soluzioni non sembrano poter essere facili. E c’è
da stupirsi a sentire che invece di impegnare gli sforzi comuni, in un
momento politico così particolare, contro chi inquina la società o non
compie il suo dovere e magari poi protesta pure, come prime azioni si pensi
a costruire il ponte sullo stretto di Messina o si riprendano subito i
lavori sulla TAV: come dire una nuova opportunità per tutte “mafie”. Quello
che sta succedendo in Campania dovrebbe far pensare, al di la dei torti e
delle ragioni. “Non ci fanno paura né i manganelli né ci facciamo intimorire
dagli arresti, continueremo per la nostra strada anche perché la nostra è
una battaglia per la vita” sostengono i dimostranti a Chiaiano e il corteo è
aperto da tre bambini tenuti per mano dalla madre. E noi restiamo interdetti
e non capiamo se la linea dura del governo è giusta o se ha più ragione Di
Pietro o la Mussolini che sostengono che Chiaiano non può accogliere una
discarica. Sappiamo anche che qualsiasi luogo venga individuato vedrà le
stesse reazioni e probabilmente perché ormai i cittadini non si fidano più
di questa politica, delle sue promesse, delle sue rassicurazioni, delle
bugie di tanti scienziati e giornalisti al servizio della politica e su
questo dovrebbero iniziare a riflettere tutti i partiti. Sta di fatto che i
nostri poliziotti, invece di essere impegnati contro i criminali, i mafiosi,
i politici corrotti, si trovano sempre più spesso a dover contenere e a
volte manganellare donne e bambini. E questa forse non è democrazia.
LA RACCOLTA
DIFFERENZIATA A NETTUNO
Ma, tornando alla raccolta dei rifiuti, cosa sta succedendo ad Anzio e Nettuno?
Qualche tempo fa avevo scritto che pensando a come siamo messi ad Anzio e
Nettuno sul fronte dello smaltimento rifiuti un brivido mi percorreva la
schiena. Nelle nostre cittadine potevano esistere i prodromi di un disastro
che potrebbe arrivare in qualsiasi momento. Pare che qualcosa si sia mosso,
anche se ancora il quadro non è perfettamente chiaro. Luciano Bruschini,
il nuovo sindaco di Anzio, ha fatto un’ordinanza sullo smaltimento dei
rifiuti con delle regole precise a cui i cittadini si devono attenere con
rigore, pena una sanzione pecuniaria. I cittadini devono gettare i rifiuti
solidi urbani nei cassonetti, all’interno di sacchetti debitamente chiusi,
esclusivamente dalle ore 20,00 alle ore 05,00; potare piante e siepi per
impedire che le stesse occupino la sede stradale ed occultino la segnaletica
stradale verticale creando disagi; ripulire il proprio fronte stradale dalle
erbe di qualsiasi genere e tipo; provvedere a disinfestare, ripulire e
recintare, con paletti e rete metallica di metri 1.80 di altezza, i lotti
abbandonati. Per quanto riguarda le potature, le imprese individuali,
collettive ed i giardinieri devono conferire le potature esclusivamente
presso le discariche autorizzate mentre i cittadini devono chiuderle in
sacchi idonei lasciandoli accanto ai cassonetti. Per i trasgressori dell’
Ordinanza è prevista una sanzione pecuniaria da un minimo di euro 80,00 ad
un massimo di euro 480,00. Bruschini insomma cerca di dare un segnale forte,
anche se non si parla di raccolta differenziata, ma i primi risultati,
specie in periferia, sono ancora disarmanti e servirebbe una maggiore opera
di sensibilizzazione e informazione. Resta comunque il fatto che la
strategia sembra vecchia e pericolosa perché assomiglia molto a quella in
vigore a Napoli: raccolta indifferenziata e smaltimento in discarica. A
Nettuno invece è stato fatto l’appalto con ECOPOLIS 2000 che prevede la
raccolta dei rifiuti solidi urbani e una raccolta differenziata con il
metodo del “porta a porta” solo per alcuni rioni e per le attività
commerciali. La ditta ha presentato a piazza San Rocco il suo programma e i
cassonetti per la raccolta con la scelta dei colori di riferimento.
Attualmente, forse non tutti lo sanno, ma ogni comune sceglie i colori che
vuole, con grande confusione per il cittadino.
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Adesso bisogna partire con un “marketing
territoriale” ovvero una campagna informativa e di sensibilizzazione che
sappia coinvolgere e convincere tutti i cittadini per garantire i
risultati prefissati. Per quest’opera e per istaurare un rapporto
diretto con i quartieri e con tutti i fruitori, sarebbe utile una
corretta informazione ed una educazione ambientale, a cui potrebbero
partecipare, oltre alle parti interessate (Comune e Società Ecopolis)
anche le associazioni che in questo campo si muovono. Se si vogliono
ottenere risultati importanti bisogna cambiare e far cambiare mentalità,
opinione e comportamenti a tutti. Le statistiche riferite al 2004 dicono
che mediamente in Italia si producono ogni anno più di 650 Kg di rifiuti
per abitante e si devono trovare delle soluzioni se non si vuole essere
sommersi dalla nostra stessa immondizia. Il Lazio è la regione che più
delle altre non ha ancora cambiato marcia e usa innanzi tutto le
discariche. Forse c’è la necessità di un recupero di responsabilità,
almeno di fronte a questioni così rilevanti e anche pericolose sia per
l’ordine pubblico che per la sanità, per non parlare delle casse dello
Stato. Noi siamo l’unico Paese che esporta (pagando) immondizia alla
Germania che la tratta e ne ricava combustibile (che ci rivende). Per
qualche sprovveduto questo potrebbe sembrare un paradosso, ma è la cruda
realtà. Come si vede il problema dei rifiuti, di come si producono,
della raccolta e dello smaltimento è una questione complessa e può
essere un dramma o una opportunità: è importante come viene affrontato. Chiavetta e Bruschini
si stanno muovendo per prevenire un eventuale “dramma” come quello
campano, forse si potrebbe fare meglio, ma intanto è importante partire
e noi cittadini, dobbiamo dare una mano dimostrando civiltà e
responsabilità. Più di quella dei politici che, fino ad oggi, ci hanno
governato.
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