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Già altre volte abbiamo parlato delle periferie di Anzio. A fronte di un centro storico che sta notevolmente rilanciandosi e sul quale vengono investiti progetti e soldi, dobbiamo denunciare un continuo degrado che sta invece attanagliando la periferia, degrado in parte dovuto alla carenza di educazione di tanti cittadini e detentori di seconde case, ma in parte, anche ad una non attenzione da parte dell’amministrazione comunale. Abbiamo visto ville diventare splendide, quartieri rifiorire magicamente, ma altre lasciate in stato di abbandono. Potremmo parlare di alcune zone di Lavinio, come di Falasche, ma, solo per esempio, vogliamo riferire di una piazza che potrebbe essere orgoglio e bellezza per il territorio ed invece continua ad essere gestita in maniera non idonea: Piazza Roma.
Le telecamere istallate non sono funzionanti e tutti si sono abituati a trattare la piazza come alcova o discarica. Eppure piazza Roma è caratterizzata da un paesaggio tipico di residui della bonificata macchia mediterranea , con piantumazioni di sughero e pino, che dovrebbero essere salvaguardate e eventualmente ulteriormente incrementate con piante di specie autoctone. Anche il Prg prevede, pur non indicandone minuziosamente i contorni, un insediamento, a ridosso del parco di Tor Caldara: la “Porta del Parco”, a Piazza Roma e dintorni.
Anche perché accanto ci sono grandi spazi verdi ed una piscina comunale,
anch’essa lasciata in stato di abbandono nonostante il finanziamento
regionale di qualche anno fa di qualche miliardo, ma che una volta avviata,
insieme alla piazza potrebbero formare un punto qualificante per la città.
Perché la riqualificazione e l’utilizzazione dell’area intorno a Piazza Roma
potrebbe avere un grande impatto sociale e potrebbe essere realizzata nel
rispetto dei valori della stessa, tenendo conto della specificità del
territorio evitando dunque una utilizzazione non rispettosa delle
caratteristiche –originarie e come tali insostituibili – del luogo. Ma tutto
questo preservando e ricostituendo l’ambiente naturale, valorizzandone le
risorse botaniche e faunistiche, e apprezzando e gestendo attrezzature
sociali volte a fini culturali e ricreativi compatibili. Il verde pubblico,
specie quando è ampio e decentrato, per sua stessa natura, se non si ripensa
a sistemi di gestione diversi dal passato, sarà sempre più soggetto a
degrado, sottoposto ad una maggiore usura, e, purtroppo, a sempre più
frequenti atti vandalici. In contrasto il verde pubblico e la gestione della
cosa pubblica stanno assumendo anche agli occhi dei più distratti,
un’importanza sempre maggiore. La qualità dell’ambiente in cui viviamo
diventa sempre di più una priorità e la politica deve iniziare a
confrontarsi con questa istanza. Rimesso a posto, ripensato, a solo titolo
indicativo nell’immagine al lato il progetto presentato da una associazione,
il luogo potrebbe in seguito anche diventare importante per la
sponsorizzazione di iniziative culturali e sociali; un connubio di volontà e
di impegni con l’unico comune obiettivo di salvaguardare e potenziare
natura, cultura ed etica sociale. Ciò per migliorare le condizioni
ambientali di chi abita nella zona Cincinnato-Villa Claudia, ma non solo, e
tentare di qualificare le periferie del litorale, conferendogli
“attrattività” e socializzazione invogliando la fruibilità sociale di questo
ambiente proprio per valorizzarlo e per poterne godere al massimo evitando
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28-01-12