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PALATUCCI: UN PARCO AL SERVIZIO DELLA CITTA’

Il Parco Palatucci è sicuramente una delle più belle aree verdi della città, ma   in questi ultimi anni è stato abbandonato all’incuria e al degrado, e per questo è divenuto inaccessibile durante le ore serali e poco frequentata durante tutta la giornata. Eppure potrebbe essere un “fiore all’occhiello” della città e un’area verde attrezzata fruibile da tutti i cittadini e punto di vera integrazione per ricostituire il tessuto sociale della città posto a dura prova negli ultimi anni, e anche di recente.

 

La riqualificazione e l’utilizzazione dell’area, magari data in gestione a una  o a delle associazioni che siano in grado di gestirlo e di mantenerlo con mezzi propri, senza oneri per il Comune, secondo il principio della sussidiarietà orizzontale, oppure la possibilità dei cittadini di cooperare con le istituzioni nel definire, gestire e soddisfare, in forma associata e volontaristica i bisogni del territorio, sono il tema di una manifestazione che si svolge all’interno del Palatucci. Un Parco aperto, così lo immaginiamo, mentre ci avviciniamo all’entrata, perché i parchi “riserva” sono importanti e da sponsorizzare, ma sono chiusi e difficilmente usufruibili dai cittadini del quartiere; invece uno spazio verde controllato ma aperto sarebbe al servizio del quartiere e della comunità tutta e contribuirebbe a migliorare e a rilanciare anche l’aspetto turistico di Nettuno.

Anche noi siamo venuti più volte in quest’area e abbiamo fatto inchieste e progetti, denunciando la mancanza di cura, facendo conoscere gioielli come il piccolo anfiteatro e il caratteristico paesaggio tipico di residui della bonificata macchia mediterranea, che debbono essere salvaguardate. Ogni volta, se non consideriamo le “sagre estive”, il parco era quasi deserto, ma oggi c’è area di festa: le Associazioni locali hanno  voluto ancora una volta porre l’attenzione della cittadinanza sul Parco. Gli stand colorati e le insegne delle associazioni locali macchiano dei colori dell’arcobaleno il verde intenso che caratterizza questo luogo. Le grida dei ragazzi allietano e ridanno speranza. Ogni associazione cerca di spiegare al proprio intento e tutte insieme richiedono un intervento risolutivo per riconsegnare il Parco alla città. “Vogliamo coinvolgere i cittadini sulle problematiche legate al Parco e vogliamo farli riappropriare di un luogo di aggregazione culturale e sociale, ma anche fisico che gli appartiene, per questo quasi tutte le associazioni storiche del territorio si sono costituite in un comitato cittadino per gestirlo e averne la relativa responsabilità. Una integrazione vera, di gestione pubblica, ma con adozione da parte di tutte le associazioni, dei comitati e dei ragazzi delle scuole” questo sostiene Laura Pizzotti a nome di molte delle associazioni presenti. Ma abbiamo anche voluto sentire quelli che dovrebbero essere i veri protagonisti e allora ci avviciniamo ad alcuni di loro che stanno aspettando la partenza della piccola gara di corsa organizzata dall’associazione Spiragli di luce, e gli chiediamo come vorrebbero loro il parco. Ci risponde sicura e spigliata Marta: “bisognerebbe aggiustare le giostre, mettere in funzione l’arena, pulirlo definitivamente, farci feste e fiere, usarlo anche di sera, magari con una copertura artificiale compatibile che consenta un riparo ai giovani” e Fabrizio aggiunge “bisognerebbe aggiustare anche la rete, il campo da basket e i ponti pericolanti e magari costruire una pista di skateboard”.

Ci sembra  che questi ragazzi abbiano una visione più “lucida” dei grandi e, prima di loro, abbiano capito che la qualità dell’ambiente in cui viviamo è importante e la politica deve iniziare a confrontarsi con questa istanza. Un parco al servizio della comunità, al di la della discussione sulla sua gestione, perché altre associazioni sarebbero pronte anche ad una gestione diretta, potrebbe non costituire solo un polmone verde e un luogo d’incontro, ma prevedere servizi utili: un centro ricreativo, una ludoteca, un percorso di fitness, un orto botanico, magari una biblioteca o un piccolo museo, se il progetto della piscina che sprofonda dovesse essere  abbandonato. Insomma un Parco che rifletta la nuova dichiarata trasparenza e osmosi delle istituzioni locali e che possa essere luogo in cui sponsorizzare e svolgere iniziative importanti, sia comunali che scolastiche, sportive, culturali e di altro tipo, raccordandosi con tutte le realtà positive e propositive del territorio. E’ forse chiedere troppo?

 Giancarlo Testi

L'associazione Nimpha onlus, come probabilmente altre, ha presentato un progetto per il Parco. Chi volesse informazioni contattare      giatesti@libero.it

06-02-12