Dentro la sala dell’Hotel Torre Astura sto’ seguendo
il Congresso cittadino del PD e, fra sedie vuote e il poco
dibattito, ma i tanti presunti protagonisti, anche non cittadini,
che illustrano le mozioni e spiegano la prassi, mi sto annoiando. Mi
arriva in sottofondo la voce di Nicola D’Ambra, che almeno mi
stupisce per l’ermeticità dell’intervento, “bisogna rimettere la
barra del timone sulla via programmatica” , quando mi viene da
fare una riflessione fra me e me, e qualcuno, forse la mia
coscienza, mi risponde .
Ho partecipato a tanti congressi, di vario genere, ma mai ad uno disorganizzato come questo.
Ecco stai di nuovo parlando male del PD.
Ma io cerco solo di descrivere la realtà.
Ma guarda caso ultimamente questo succede, parli sempre male del PD.
Forse il PD si dovrebbe fare qualche domanda.
Ma Alessio ce la sta mettendo tutta.
Il suo tutto non basta. Un buon capo è giudicabile anche dalla scelta dei collaboratori e dal suo coraggio
nell’imporre la sua leadership.
Ma lo sfascio dipende dalle precedenti amministrazioni e dai commissari.
Vero in parte, sta di fatto che ormai sono passati troppi anni per continuare a dare la colpa agli altri,
non si è più credibili, anche perché di errori ultimamente ne sono stati fatti tanti ed eclatanti.
Certo anche l’opposizione …..
Anche!
E allora cosa si potrebbe dire a questo punto al PD che sta a congresso e ad Alessio in particolare?
Ripensando ad un film di Nanni Moretti: “Alessio, PD, …. dìte una cosa di sinistra”
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