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Ormai in questa Italia a brandelli ogni volta ci hanno
abituati a vedere solo la punta dell’iceberg. Così anche la tragica
uccisione di uno dei nostri ragazzi viene utilizzata come strumento per
continuare a portare acqua al proprio mulino. Le TV cercano lo scoop per
ottenere qualche spettatore in più e, come sempre, con notizie
frammentarie e di parte non aiutano a capire; lo Sport prende le
distanze ma, salomonicamente, fa ritardare l’inizio delle partite di 10
minuti, per far vedere che sono sensibili; i politici si mostrano
stupiti e preoccupati, più che altro di cosa devono affermare per
strappare qualche voto in più o almeno non perderne dei propri; i
fanatici scendono nelle piazze e nelle strade (non aspettavano altro) e
sfogano le loro frustrazioni su tutto ciò che gli si para davanti. Le
stesse parole di sempre, la stessa costernazione, forse anche la stessa
ipocrisia. |
E intanto un ragazzo di 28 anni muore una domenica
in un autogrill e la famiglia non capirà mai come si possa morire così.
E si assisterà alle parole, alla costernazione, alla ipocrisia di
sempre.
Ma il problema vero, anche se tutti i giornali parlano del
tifoso ucciso, del calcio, delle partite da sospendere, è un altro. E’ che
ci troviamo in un Paese dominato da una assoluta mancanza di applicazione
delle leggi. Alla base c’è incompetenza, impreparazione, incapacità di
leggere la società e poi criminalità, odio, disperazione, disillusione che
non ha ne razza ne religione. Un mixer che non può non produrre situazioni
come quelle viste in queste ore e che, se non cambierà radicalmente il
quadro, non potranno che ripetersi.
Probabilmente la società tutta non è immune da colpe, non è
riuscita a dare ai giovani, ma non solo a loro, quelle certezze fondamentali
che un uomo deve avere per considerarsi realmente tale (ai giovani, per
esempio, prima si nega il lavoro e poi li si chiama “bamboccioni viziati”),
ma
qualsiasi cosa non può giustificare un atto delinquenziale e ancor meno uno
sparo di pistola.
La vita è un bene troppo grande. Chi invece decide di abbracciare il crimine
deve
essere perseguito con tutti i mezzi e condannato in maniera esemplare. La
democrazia chiama la libertà, non il libertinaggio.
Basta con i
discorsi sociologici e falsamente democratici. Basta portare il cervello
all'ammasso al grido di " bisognava non giocare" : magari bastasse
fermare qualche partita di calcio per risolvere il problema. La nostra è una
società malata e va curata dove è possibile, ma dove è necessario, bisogna
intervenire con operazioni chirurgiche serie che asportino le parti malate e
contagiose..
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