litorale sud

Pedaliamo contro l’inquinamento e per una mobilità    sostenibile.

COSI'  NON  VA  BENE  !

Nettuno, in questi ultimi tempi sembrava una città più sensibile ai problemi ambientali rispetto al passato. Così anche l'adesione alla manifestazione “Day without my car”, ovvero all'invito della Comunità europea alla parziale chiusura al traffico automobilistico e all’incentivazione all’uso di mezzi alternativi,  sembrava avvallare una certa attenzione degli amministratori verso le problematiche ambientali. In questo caso si trattava, come si può anche leggere nel materiale informativo della  Provincia di Roma riguardante i progetti dell’assessorato alla Mobilità e Trasporti, proseguire nell'opera di sensibilizzazione verso i cittadini con iniziative e soluzioni concrete.

Ebbene a Nettuno, come in altre 52 cittadine laziali, si è stabilito di rispondere all'iniziativa con la chiusura al traffico del tratto di strada da via Colombo fino a piazzale San Rocco, domenica 21 settembre, dalle ore 15 alle ore 20. 

“Aria pulita per tutti" era lo slogan che quest’anno accompagnava la manifestazione. L’iniziativa si dava obiettivi importanti, definiti a livello internazionale:

·     incoraggiare comportamenti compatibili con lo sviluppo sostenibile, in particolare la protezione della qualità dell'aria e il rallentamento del riscaldamento del globo con la riduzione del rumore in città;

·   incrementare tra i cittadini la consapevolezza degli effetti delle loro scelte di trasporto sulla qualità dell'ambiente;

·    fornire alle persone l'opportunità di camminare, andare in bicicletta e usare il trasporto pubblico invece che guidare da soli;

·     dare alle persone l'opportunità di riscoprire la propria città, i propri concittadini, creando la possibilità di lasciare in eredità un ambiente più sano e più vivibile.

Ma, come succede per tutte le attività della vita, non bastano le buone intenzioni e un volantino per ottenere risultati positivi a sensibilizzare le coscienze dei cittadini e, come ha dichiarato il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti a "favorire le pratiche di mobilità sostenibile non solo attraverso atti amministrativi, ma promuovendo un cambiamento di cultura".  Anche le parole dell'assessore Provinciale Aurelio Lo Fazio che si è espresso sullo scopo di iniziative come questa ricordando che "migliorare la qualità della vita, intervenendo in tutti gli ambiti favorisce un più rispettoso rapporto tra l'uomo e la natura", sono rimaste solo parole. Perchè se una iniziativa non viene adeguatamente propagandata, se non c'è un intervento personale e sentito da parte di chi la propone e sponsorizza, se le manifestazioni vengono indette solo per un calcolo d'immagine ma "senza cuore", il fallimento è il risultato obbligato.

E questo è successo domenica. Quasi nessuno a Nettuno sapeva di questa manifestazione e, a parte gli amici di BiRiCiclabile, che hanno cercato di fare informazione, anche distribuendo il materiale messo a disposizione, e si sono dimostrati, ancora una volta, disponibili ed efficienti anche facendo scorrazzare gratuitamente i pochi interessati con le loro biciclette per il lungomare, non si è visto nient'altro di positivo.  Gli stessi responsabili dell'associazione interessata si lamentavano dell'organizzazione e della mancata risposta da parte dei cittadini. Eppure i temi erano interessanti e, specie quelli più locali, toccavano problemi scottanti per la cittadinanza di Nettuno: dalla realizzazione  dei parcheggi di scambio ad una maggiore attenzione ai problemi dei pendolari. Ma non c'è stata ne partecipazione ne dibattito. Come se a nessuno importassero veramente i problemi che riguardano il miglioramento dei nostri standard di vita e della sostenibilità ambientale, sempre più messo a dura prova. E quasi nessuno è al corrente di fenomeni epocali che rischiano di compromettere definitivamente la vita sulla terra.

Quasi nessuno sa che da domani consumeremo più risorse di quelle che la natura fornisce in modo rinnovabile e che quindi continueremo a sopravvivere chiedendo un prestito al futuro, cioè togliendo ricchezza ai figli. L'impronta ecologica che l'umanità lascia sul pianeta, sia per la crescita della popolazione che per quella dei consumi sta diventando insostenibile: consumiamo quasi il 40% in più di quello che la natura può offrirci senza impoverirsi, se non verranno presi provvedimenti a metà secolo avremo bisogno di un secondo pianeta. Ma poichè un secondo pianeta è un'ipotesi non contemplata e difficile l'unica soluzione sarebbe quella di arginare il sovraconsumo e agire sul fronte delle tecnologie e degli stili di vita. Ci sono modelli di vita diversi e se tutto il pianeta si attestasse su quello degli Usa ci vorrebbero 5,4 pianeti. Grazie al cielo l'impronta ecologica del nostro Paese è assai minore di quella americana, ma anche da noi l'obiettivo della sostenibilità è lunga, specie se si continua a parlare di centrali nucleari o grandi opere dannose e nessuna che sappia essere di sollievo per un pianeta sempre più malato, come la riforestazione.

Ritornando alla settimana europea della mobilità e alla sua scarsa riuscita, nonostante una maturata condivisione che la lotta al cambiamento climatico e al miglioramento della qualità dell’aria siano fondamentali per il nostro benessere futuro, questa esperienza ci insegna che questi temi vanno trattati con competenza e con "cuore", non burocraticamente. Altrimenti invece di contribuire a svegliarle si addormentano le coscienze.

E i problemi restano. Pochi giorni fa si è assistito ad un evento storico, con trenta anni d’anticipo sulle previsioni, per la prima volta a memoria d'uomo, sarà possibile circumnavigare l'intero Polo Nord. Llo scioglimento dei ghiacci verificatosi la settimana scorsa ha aperto contemporaneamente sia il favoleggiato Passaggio a Nord-Ovest che il passaggio a Nord-Est.

È un evento clamoroso che, se da un lato corona il sogno secolare di generazioni d’esploratori, navigatori e viaggiatori, dall'altro rappresenta un preoccupante segnale d'accelerazione del processo del riscaldamento globale.

Quasi tutti gli organi d’informazione hanno accolto questa notizia come una novità positiva che dovrebbe portare soltanto vantaggi alle varie compagnie di navigazione che per la prima volta nella storia potranno tagliare migliaia di miglia marine lungo le rotte tra il nord del Canada e la Russia, ma c’è l’altra faccia della medaglia, ovvero solo l'ultimo segnale della crisi dell'intero ecosistema artico. In due anni, i ghiacci del Polo Nord si sono ritirati per un'estensione grande quattro volte l'Italia e la notizia di orsi e foche sperduti in mezzo al mare è diventata consueta.

I ghiacci che si sciolgono e precipitano a mare sono un fenomeno ormai quasi irreversibile che provocherà un disastro globale destinato a cancellare le zone costiere di molti paesi e cambiare l'assetto termico dell'Oceano Atlantico, e forse non solo questo. Infatti, chi ha visto il film “Una scomoda verità” di Al Gore avrà un quadro chiaro e completo, la prima grave conseguenza derivante dalle grandi quantità d’acqua dolce finite nell’Oceano sarà quella di rallentare la corrente del Golfo che rende miti le temperature sulle zone costiere dell’Europa occidentale. L'ultima volta che questo è successo, con l’immissione dell’acqua dolce dei grandi laghi del nord America, 12.700 anni fa, le isole britanniche sono state coperte di ghiaccio per 1.300 anni.

Proprio a causa di questi seri pericoli e dall’ignavia delle Nazioni e di chi le governa  che pensano essenzialmente a fare le guerre o a fare soldi (per alcuni le cose coincidono), ma mai a chi muore di fame o distrugge il pianeta, qualsiasi manifestazione che mira ad accendere un dibattito sulla necessità di modificare le nostre abitudini che spesso sono diventate inconciliabili con la sopravvivenza del bene più importante di cui disponiamo possono essere utili.  La Terra  è la nostra unica casa ed è nel nostro interesse preservarla e non portarla al collasso. E’ importante che ognuno di noi dia il suo contributo personale abituandoci a piccoli gesti domestici in linea con il risparmio energetico e contro l’inquinamento, pretendendo anche politiche compatibili.

Anche la parziale chiusura in una domenica di settembre delle strade di Nettuno poteva contribuire se serviva a far prendere coscienza dei problemi e se ben organizzata e supportata. Sarebbe stata una bella iniziativa se tutti i passeggeri delle auto che hanno continuato ininterrottamente a circolare intorno alla piccola zona chiusa al traffico, senza peraltro saperne il motivo,   all’insegna del motto “in città senza la mia auto”, avessero lasciato le auto fuori da Nettuno e avessero dato due pedalate nel lungomare con i mezzi offerti da quei “bravi ragazzi” di BIRiciclabile. Riflettiamoci.         

                                                                                                                  Giancarlo Testi

(Vedi pewer point)

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                                                             Ultimo aggiornamento: 21-08-09