|
 |
Le
domande che tutti vorrebbero fare all’ex sindaco di Nettuno Vittorio
Marzoli.
SI CONCLUDE UN LUGLIO “MARZOLINO”
Ultimamente, dopo un lungo
periodo di silenzio, Vittorio Marzoli ricompare sulla scena politica, e
non in difesa, ma all’attacco. Di questi ultimi giorni l’attacco alla
giunta Chiavetta su due temi: l’incaricato
ad un nuovo dirigente con doppia delega, Urbanistica e Lavori Pubblici,
lasciando il vecchio consulente dopo aver esonerato i dirigenti
dell'Urbanistica e delle Finanze, anche se in scadenza contratto, il
dirigente che dall'Ambiente era stato spostato all'Urbanistica prima,
ai Lavori Pubblici poi ed ora, malgrado i 15 anni di esperienza tecnica,
ha ricevuto la delega dell'area amministrativa e il duro giudizio sulla
chiusura della Tosi che giudica immorale per la mancanza di
progettazione su una vicenda «che tocca gli ultimi, quelli che non si
possono difendere e non hanno amici importanti. |
Ha marcato questo mese di
luglio con tanti interventi:r il nuovo incarico che lei ricopre all’interno
del movimento popolo del buongoverno o perché molti in città lo reputano uno
dei maggiori responsabili dell’attuale condizione disastrosa di Nettuno?
“Ne per l’uno ne per l’altro motivo, solo perché credo che sia giusto a
distanza di tempo e dopo aver lasciato spazio alla nuova amministrazione di
lavorare, circa un anno, credo che sia necessario mettere in chiaro alcune
cose”
L’avessi intervistato qualche
tempo fa le avrei chiesto per prima cosa il suo pensiero sulla politica a
Nettuno, maggioranza ed opposizione, ma mi pare abbia già risposto in queste
ultima settimane: ha accomunato gli amministratori ad un unico aggettivo:
ignari, in buona e in cattiva fede.
“Confermo a pieno, specie per quelli in cattiva fede che sono quelli che
tentano di risolvere i problemi oltre la linea di confine fra le cose che si
possono fare e quelle che invece non si possono fare. Ed è dimostrato da
alcune delibere che ho citato nelle settimane scorse ed altre che citerò
nelle prossime settimane”.
Non si può dire che il sindaco
Chiavetta sia un mostro dal punto di vista dell’informazione e della
comunicazione. Poche volte si è reso disponibile a chiarire situazioni e a
spiegare alcune questioni scottanti, ogni sua uscita è sembrata fuori tempo
e mal consigliata, ma una cosa l’ha detta. Ha dichiarato che al suo arrivo
il comune, dal punto di vista economico, era in ginocchio.
“Il comune era in ginocchio da un punto di vista di liquidità, ma non era in
ginocchio dal punto di vista di bilancio, almeno al 31 dicembre 2005. Il
primo passo verso la rottura di un equilibrio delicato che aveva in quel
momento il bilancio comunale si è avuta con il primo consuntivo dei
commissari , dove sono stati eliminati 7 milioni di euro di residui attivi.
Togliendo da un bilancio somme che si potevano ancora riscuotere, vedi le
cartelle che a distanza continuavano ad arrivare ai cittadini tramite la
Nettuno Servizi su Ici e Tarsu relativa agli anni 2003, 2004. Da li parte
il crack all’interno del bilancio. La situazione drammatica dal punto di
vista di cassa c’era nel già nel 2005 quando siamo usciti noi, ma io ho
dichiarato, e sta agli atti del comune nella relazione finanziaria del
2005, quando senza assessore ho dovuto personalmente relazionare,
apertamente come stavano le cose e le operazioni che bisognava fare negli
anni successivi per risanare la cassa. Le operazioni erano quelle della
vendita degli alloggi e di alcuni beni di famiglia, tipo palazzetto dello
sport, campo da tennis ed altro, non però la Divina Provvidenza che noi non
abbiamo mai messo in discussione ma anzi tentavamo di metterla a resa,
ovvero renderla una cosa appetibile per proporre ad un privato la gestione
del bene”.
Lei sostiene che la Sinistra
dimostra apertamente i suoi limiti cercando, senza riuscirci, di coprirli,
addossando responsabilità politiche ad altri. Però per causa dei vecchi
debiti contratti si è rischiato di non poter aprire le mense e di non avere
più accesso alla discarica di Montello perché c’erano debiti lasciati dalla
vecchia amministrazione per 15 milioni di euro. In questo momento i conti
correnti del comune sono sotto sequestro per circa 5 milioni di euro di
debiti verso la discarica di Albano, riferita agli anni della sua giunta,
senza parlare dei 6 milioni di euro del lodo e di tante altre pendenze in
attesa di liquidazione. C’è qualcosa di vero in queste considerazioni.
“Come no. C’è tanto di vero. La cosa altrettanto vera è però che questi
debiti reali erano stati inseriti nel ripiano che i commissari avevano fatto
e su cui nessuno ha operato. Se c’è un debito fuori bilancio, causato da una
costrizione, visto che la regione ci aveva obbligato ad andare a scaricare a
Guidonia senza averne le possibilità economiche, deve essere onorato. Invece
nessuno l’ha onorato. Ma le amministrazioni non nascono nel giorno in cui
vengono elette, e neppure i comuni, ci deve essere una continuità di
governo. Io non ho guardato di colore era la maglietta di Carlo Conte quando
sono entrato ed ho dovuto pagare, dopo aver controllato, 8 miliardi di
vecchie lire alla Nettuno Servizi, per un contratto che la Corte dei Conti
avrebbe certamente avvallato”.
Non le sembra però che durante
la sua giunta si siano commessi gravi errori e si sia concesso a persone e
ditte, molte delle quali avevano a che fare con la giustizia, di
spadroneggiare. Ricordo la storia del miliardo e spiccioli regalato alla
Paghera, ditta indagata di Brescia, per i fiori a Forte Sangallo.
“La Paghera è stata indagata per falso, molto dopo aver vinto la gara nel
comune di Nettuno, e la Paghera era il socio privato all’interno della
Nettuno Servizi che doveva realizzare i servizi del verde. Servizi che da
quando siamo andati via noi nessuno ha più realizzato”.
Ad ogni domanda ha una
risposta pronta, ma cosa dire della condanna al pagamento di 30 mila euro
per problemi di consulenze e le nuove indagini su esponenti di primo piano
della sua giunta di allora.
“Gli esponenti a cui certamente si riferisce non erano dei tecnici del
comune, poi, parlando di personaggi che circolano oggi in comune e hanno
firmato convenzioni, non c’è paragone”.
Lei ha sempre sostenuto di non
doversi rimproverare niente, ma come è stato possibile allora che un governo
di centrodestra abbia commissariato, senza motivo, una giunta di centro
destra in una delle città più di centro destra d’Italia? Masochismo?
“Non è masochismo. Il problema lo ha dichiarato, l’anno scorso, presso un
ristorante qui a Nettuno, l’ex vicepresidente del Consiglio, che presiedeva
quel Consiglio dei Ministri che ha sciolto il comune di Nettuno ed oggi fa
il Presidente della Camera. Lo ha detto apertamente: è stato un errore
perché ci si è lasciati condizionare dall’ambiente che in quel momento
spingeva per il commissariamento. Secondo me non c’era nessuna motivazione
per commissariare la giunta, e questo lo dicono in tanti, compresi esponenti
della sinistra, ma il passaggio è stato un altro. Quando ci poteva essere da
parte della politica in generale un tentativo per far capire che il danno
per la città sarebbe stato grande, e i tre anni di commissariamento hanno
ammazzato Nettuno, nessuno l’ha fatto. Anzi, conservo gli articoli sui
giornali di chi oggi sta amministrando e si lamenta di quel periodo che
diceva “dagli all’untore”, sedendo in consiglio comunale, doveva sapere che
poi, in caso di una loro vittoria avrebbero trovato questi danni”.
Ma il centrosinistra la
richiama alle sue responsabilità, al dissesto economico e al bluff delle
grandi opere, come il Teatro e la piscina, opere incompiute, nonostante i
finanziamenti. Un teatro faraonico e una piscina che sprofonda.
“
I finanziamenti del “teatro faraonico” li hanno recuperati e li stanno
utilizzando, anche sprecando i soldi del cittadino spendendo altri 300 mila
euro di progettazione, a fronte dei 90 mila che era costata la nostra,
finita e pronta per essere realizzata. Per la piscina non è sprofondato
nulla, c’è stato solo un contenzioso con la ditta su una perizia che il
dirigente subentrato non si è sentito in grado di avallare. Per la piscina,
oltre ai soldi disponibili c’era un altro finanziamento di 500 mila euro che
i commissari hanno perso. Quindi nessuna opera faraonica, solo opere che
servivano al territorio e che la gestione commissariale ha bloccato
completamente”.
E veniamo al nodo principale:
la Nettuno Servizi. A lei se le ricordo Cervone, e Faraone viene in mente
niente?
“La giunta Conte, la giunta che ha deliberato di affidare la ricerca
dell’evasione pagando sull’accertato e non sull’incassato il 30%. Lo stesso
30% che poi noi abbiamo applicato sull’incassato e la sinistra ha
contestato”.
Non le sembra che sulla
Nettuno Servizi nessun politico possa parlare, perché chi più, chi meno,
tutti i partiti c’hanno avuto a che fare? Per quanto la riguarda, non reputa
che l’inaffidabilità della società fosse evidente fin dal primo momento.
“Le assunzioni di cui tanto si è parlato sono state fatte dalla giunta
Conte, i dirigenti di cui si parla facevano gli assessori della stessa
giunta. ed il periodo più compromettente riguardo la Nettuno Servizi è stato
quello. Però, agli occhi di tanti, chi ha voluto la Nettuno Servizi è stato
Vittorio Marzoli. Io ho voluto una società che andasse a colmare una lacuna
grande per il nostro territorio e che se avesse svolto il suo ruolo in
maniera seria e compiuta avrebbe risolto diversi problemi a questa città”.
Lei ha chiesto al sindaco di
mettere tutte le forze sane della Politica intorno ad un tavolo per
affrontare, insieme, senza steccati di partito, ma per il solo bene di
Nettuno, la programmazione del futuro della Città ci spiega il significato
di questa frase.
“
Credo che in questo momento non si possa continuare a fare lo scaricabarile
su chi c’era prima o su chi c’è dopo. La città ha bisogno di un progetto per
poter andare avanti, per recuperare la città. Io quando ho presentato nel
2005 il piano di risanamento ho chiesto all’opposizione di votarlo. Ritenevo
giusto, dopo 70 milioni di euro, ritenevo giusto ed opportuno che il
consiglio comunale intero fosse responsabilizzato su temi così importanti.
Tra le cose che nessuno dice è che rispetto alla gestione dell’esattoria
precedente la mia amministrazione si è “accollata”, come si dice a Nettuno,
tutto il non riscosso e che l’esattoria anticipava. Noi, invece di
lamentarci, prendemmo tutto in carico e garantimmo la continuità
amministrativa”.
Infine in città e nelle nostre
e-mail girano comunicati firmati Nettuno libera, Popolo del Buongoverno,
Nettuno 360, e poche iniziative come Pdl, nonostante la situazione. Chi c’è
dietro e qual è l’attuale situazione dell’opposizione a Nettuno, specie nel
PdL. Sappiamo tutti, e l’ultima elezione lo ha riconfermato che a Nettuno la
stragrande maggioranza è di centro destra.
“Io vedo il ruolo dell’opposizione inesistente in questo momento in
consiglio comunale. Sono responsabile, non da adesso, del Circolo del
Buongoverno, creato nel 2005 da Marcello Dell’Utri, e all’interno della PdL
cerchiamo di dare una spinta ai consiglieri comunali da una parte ma anche
al tessuto sociale del territorio, che come sottolinei è di centrodestra,
per cercare di fare opposizione a questa giunta che ne sta facendo di cotte
e di crude”.
Se le dico Eufemi, lei a cosa
pensa?
“Al sindaco di Ardea”. Per Nettuno è invece necessario creare un tavolo
attorno al quale siedano persone responsabili coscienti del ruolo da
svolgere non rispetto alle emergenze ma al futuro di Nettuno”.
Non voglio aggiungere nessun
commento perché la mia intenzione è quella di lasciare la possibilità ad
ognuno di farsi una propria opinione. Le domande, anche pungenti sono state
fatte, le risposte sono arrivate, ognuno si può autonomamente, fuori dagli
schieramenti ideologici e partitici, fare la propria opinione. Altrettante
domande sono pronte per il sindaco Alessio Chiavetta, quando si libererà dai
pressanti impegni relativi all’organizzazione del mondiale di baseball.
Giancarlo Testi
|