Mara Carfagna

Giancarlo Testi

Ma quanto è bella, ma quanto è brava la Carfagna, però…..

di Giancarlo Testi

Fuori dalle logiche del Paese si assiste sempre più impotenti ai privilegi della casta. Passato senza gravi conseguenze il periodo di maggiore criticità (si sa il privilegio e cieco, egualmente ripartito e non conosce schieramenti e tempi), si ha la netta impressione che le regole ritornino a valere per tutti i cittadini, meno che per i parlamentari.

Tempi duri per le prostitute e i loro clienti, almeno di quelle che esercitano in un luogo pubblico. Lo prevede il decreto di legge messo a punto dal ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna e approvato dal Governo. Il ministro non si è però limitato a emettere il decreto, ha anche pronunciato una frase infelice se esce dalla sua bocca: "la prostituzione mi fa rabbrividire. Non comprendo chi vende il proprio corpo".

Il problema è cosa si intende per prostituirsi, e se usare il proprio corpo nudo per fare soldi e stimolare proprio quei clienti che cercano in strada il piacere  non sia anch'essa equiparabile a prostituirsi, senza arrivare alle illazioni attuali che girano su tutti i blog del mondo. Non sembra la Carfagna autorizzata a fare la morale a nessuno anche perchè rappresenta, al di la della persona stessa e anche se fosse bravissima nel suo lavoro, uno dei tanti cattivi esempi di di cui si nutre in questo momento la nostra gioventù malata.   

Così si predica bene sulla testa di coloro che guadagnano una cifra che non consente nemmeno di arrivare a fine mese, ma si razzola male prendendosi pensioni da capogiro con solo cinque anni di mandato, con 50 anni e cumulabili con qualsiasi altro reddito e con gli altri eventuali vitalizi (qualcuno ne somma fino a sei o sette). Un privilegio a prescindere, senza  una vera analisi sulla produttività del singolo parlamentare che apre una questione morale ed etica, che va oltre anche alle leggi e ai regolamenti. I giornali, qualche tempo fa, ricordavano la vicenda di Toni Negri, leader di Potere operaio, accusato e detenuto per associazione sovversiva e insurrezione armata contro i poteri dello Stato, che, approfittando dei radicali che lo inserirono nelle loro liste e lo fecero eleggere,  mise piede alla Camera solo per sbrigare le pratiche connesse al suo insediamento e, dopo poche settimane, temendo di finire di nuovo in gattabuia, si diede alla latitanza in Francia senza mai più farsi vedere a Montecitorio. Ebbene, Negri oggi riscuote solo per il vitalizio 3 mila 108 euro di pensione parlamentare vita natural durante, senza aver mai prodotto alcunché. La lista delle pensioni elargite da Camera (in totale, 2.005 per una spesa di 127 milioni d’euro l'anno) e Senato (1.297 per 59 milioni 887 mila euro) a favore degli ex parlamentari gridano vendetta e ci fanno capire che potere possono avere oggi coloro che governano i due principali schieramenti politici che si contendono attualmente il governo del Paese. A noi cittadini non è rimasto nemmeno il potere di scegliere chi mandare in Parlamento. Ci pensano loro.

Così Berlusconi può decidere di sistemare a vita il suo legale, il suo commercialista, le sue donne. Per esempio la Carfagna l’ha fatta eleggere in un collegio sicuro e poi l’ha addirittura nominata ministro. Nessuno ha niente contro la Carfagna e ancor meno contro le donne belle, peraltro l’abbiamo sentita parlare e prendere decisioni dimostrando anche autorevolezza e voglia, ma non è questo  il problema. Il problema è se ci possiamo sentire rappresentati da persone che hanno come unica referenza l’amicizia e la fedeltà al premier o che per raggiungere la notorietà hanno percorso strade discutibili e non hanno comunque frequentato i problemi del vivere comune, non hanno partecipato a discussioni e dibattiti, non sono state abituate al confronto e ai problemi della gente, insomma non hanno fatto un percorso di crescita politica, ma si sono trovati a svolgere ruoli impegnativi e complicati per “grazia ricevuta”.

Non è un bell’esempio per nessuno, specie per i più giovani: l’importante diventa farsi conoscere, non serve etica,  morale e comportamenti corretti, basta farsi conoscere con ogni mezzo, magari anche facendo la pornostar o la velina. Certo la Carfagna non sarà certamente tutto questo, ma lo rappresenta e i giovani si convincono che a poco serve lo studio, l’educazione e l’impegno, tanto in parlamento si va solo per protagonismo e con il “santo in paradiso”, e ci si sistema per tutta la vita, basta seguire quello che dice “il capo” e votare ogni volta di conseguenza, come c’insegna la Mussolini che in Parlamento si è lamentata  dello scranno che gli hanno dato in inizio legislatura, in piccionaia, scomodo e che non gli consente di vedere il dito del capo gruppo che gli dice come deve votare. Di questo non dovremmo aver bisogno: di qualcuno che ogni volta ci dice cosa dobbiamo fare e come ci dobbiamo comportare.  .

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                                                             Ultimo aggiornamento: 23-02-12