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Così
si predica bene sulla testa di coloro che guadagnano una cifra che non
consente nemmeno di arrivare a fine mese, ma si razzola male prendendosi
pensioni da capogiro con solo cinque anni di mandato, con 50 anni e
cumulabili con qualsiasi altro reddito e con gli altri eventuali
vitalizi (qualcuno ne somma fino a sei o sette). Un privilegio a
prescindere, senza una vera analisi sulla
produttività
del singolo parlamentare che apre una questione morale ed etica, che va
oltre anche alle leggi e ai regolamenti. I giornali, qualche tempo fa,
ricordavano la vicenda di Toni Negri, leader di Potere operaio, accusato
e detenuto per associazione sovversiva e insurrezione armata contro i
poteri dello Stato, che, approfittando dei radicali che lo inserirono
nelle loro liste e lo fecero eleggere, mise piede alla Camera solo per
sbrigare le pratiche connesse al suo insediamento e, dopo poche
settimane, temendo di finire di nuovo in gattabuia, si diede alla
latitanza in Francia senza mai più farsi vedere a Montecitorio. Ebbene,
Negri oggi riscuote solo per il vitalizio 3 mila 108 euro di pensione
parlamentare vita natural durante, senza aver mai prodotto alcunché. La
lista delle pensioni elargite da Camera (in totale, 2.005 per una spesa
di 127 milioni d’euro l'anno) e Senato (1.297 per 59 milioni 887 mila
euro) a favore degli ex parlamentari gridano vendetta e ci fanno capire
che potere possono avere oggi coloro che governano i due principali
schieramenti politici che si contendono attualmente il governo del
Paese. A noi cittadini non è rimasto nemmeno il potere di scegliere chi
mandare in Parlamento. Ci pensano loro.
Così Berlusconi
può decidere di sistemare a vita il suo legale, il suo commercialista,
le sue donne. Per esempio la Carfagna l’ha fatta eleggere in un collegio
sicuro e poi l’ha addirittura nominata ministro. Nessuno ha niente
contro la Carfagna e ancor meno contro le donne belle, peraltro
l’abbiamo sentita parlare e prendere decisioni dimostrando anche
autorevolezza e voglia, ma non è questo il problema. Il problema
è se
ci possiamo sentire rappresentati da persone che hanno come unica
referenza l’amicizia e la fedeltà al premier o che per raggiungere la
notorietà hanno percorso strade discutibili e non hanno comunque
frequentato i problemi del vivere comune, non hanno partecipato a
discussioni e dibattiti, non sono state abituate al confronto e ai
problemi della gente, insomma non hanno fatto un percorso di crescita
politica, ma si sono trovati a svolgere ruoli impegnativi e complicati
per “grazia ricevuta”.
Non è un bell’esempio
per nessuno, specie per i più giovani: l’importante diventa farsi
conoscere, non serve etica, morale e comportamenti corretti, basta
farsi conoscere con ogni mezzo, magari anche facendo la pornostar o la
velina. Certo la Carfagna non sarà certamente tutto questo, ma lo
rappresenta e i giovani si convincono che a poco serve lo studio,
l’educazione e l’impegno, tanto in parlamento si va solo per
protagonismo e con il “santo in paradiso”, e ci si sistema per tutta la
vita, basta seguire quello che dice “il capo” e votare ogni volta di
conseguenza, come c’insegna la Mussolini che in Parlamento si è
lamentata dello scranno che gli hanno dato in inizio legislatura, in
piccionaia, scomodo e che non gli consente di vedere il dito del capo
gruppo che gli dice come deve votare. Di questo non dovremmo aver
bisogno: di qualcuno che ogni volta ci dice cosa dobbiamo fare e come ci
dobbiamo comportare.
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