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Gli Editoriali La decrescita felice di Giancarlo Testi
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di testate nucleari, missili e comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.
Se sai di chi sono queste parole sei già sulla buona strada perchè significa che ti sei già posto delle domande, se non sei a conoscenza ne di chi le ha pronunciate, ne sul grave problema che affronta la decrescita, queste pagine vogliono cercare di darti una informativa, sta poi a te giudicare se vale la pena continuare nella ricerca e valutare se l'argomento è degno di attenzione.
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Ultimo aggiornamento: 14-04-11