|
Fra
le bandiere che sventolano l’azzurro del cielo si spezza nel blu intenso del
mare, il porto sembra in attesa di una stagione più propizia e la Torre del
Borgo sembra osservare il tutto con antico distacco, come chi ne ha viste
tante nella sua vita ma sa che alla fine tutto si aggiusta. Sembra dargli
ragione una tovaglia che sventola allegra su di un balcone e le grida
gioiose di un bambino che gioca sotto un sole che tarda a salutarci.
Mi scosto dalla finestra della stanza del sindaco di Nettuno Alessio
Chiavetta e mi soffermo a guardare qualche opuscolo rimasto dalle passate
gestioni che stanno venendo selezionati ed eventualmente buttati. Fra le
sfarzose prove di fotografie e alcuni libricini sulla vecchia Nettuno, mi
attrae un opuscolo datato 14 marzo 2002, il depliant di presentazione di un
progetto della vecchia amministrazione. L’opuscolo titola “realizzare un
sogno” e illustra nei minimi dettagli un nuovo bellissimo e modernissimo
teatro con 520 posti in platea, 290 nella balconata e 340 mq. per gli
uffici. Una proposta progettuale faraonica sulla quale si sono spesi
tantissimi soldi fra progettazione, stampa degli opuscoli, gli slogan. Tutto
per niente, tutto per illudere i cittadini che alla fine si sono risvegliati
da un sogno improponibile e si ritrovano a fare i conti con le macerie
lasciate. Un rumore alla spalle e arriva il sindaco. Certo è molto occupato
in questi primissimi mesi di mandato, ma trova il tempo per parlare con
tutti. |

 |
Sindaco io in un articolo precedente l’ho definito “novello
Davide”, ma sono davvero tanti i problemi ereditati?
La mancanza di consapevolezza e responsabilità da
parte sia di chi amministra che di chi è amministrato porta alla rovina. Chi
governa deve saper mettere in fila le cose da fare e scegliere le priorità.
Certo la situazione di Nettuno, ferma da diversi anni, aumenta i problemi
da dover affrontare. Il cittadino fa sulle buche la battaglia della vita, e
molte delle cose su cui mi si chiede di intervenire sono questioni pratiche
su cui ci adopereremo sia per accelerare i tempi sia per dare risposte
convincenti, ma sempre dentro la legalità e le disponibilità di bilancio.
Quando si è in emergenza, e a Nettuno siamo in forte emergenza, bisogna
comportarsi di conseguenza, ma l’obiettivo a cui tendiamo non è solo quello
di continuare a mettere delle “toppe”, ma fare un piano per rifare le strade
in maniera completa. La disponibilità finanziaria è lo scoglio principale,
quindi qualsiasi iniziativa va fatta senza produrre ulteriori debiti e dopo
attenta verifica dell’ iter e della copertura. Stiamo recuperando sui
residui dei mutui e sui finanziamenti bloccati dalla regione per avere la
possibilità di una progettazione delle emergenze della città, anche quelle
infrastrutturali che vanno affrontate in maniera definitiva.
Il continuo suo richiamo, specie in Consiglio, alla trasparenza,
alla democrazia, al bilancio partecipato, al coinvolgimento, è anche una
strategia per emanciparsi da tentativi d’influenza da parte d’interessi
economici rilevanti ancora presenti sul territorio?
E’ un atto dovuto rispetto a quello che è
successo. Si potrà sindacare nel merito delle scelte, ma tutte le soluzioni
ai vari problemi saranno da noi ricercate al di fuori di qualsiasi “potere
forte”, nella trasparenza e nel rispetto dei regolamenti comunali, del testo
unico degli Enti locali e di tutte le leggi vigenti. Nel merito ci possono
anche essere opinioni diverse, ma noi, ogni volta che c’è da fare un
provvedimento verificheremo tutte le condizioni, sentiremo il parere di
tutti, poi però decideremo,, perché questo è il nostro compito. Non sempre
tutti potranno concordare con le scelte, come alcuni cittadini che non hanno
approvato il taglio di alcuni alberi, nonostante una raccolta di firme da
parte di altri cittadini che dichiaravano che quegli alberi impedivano il
passaggio, specie alle carrozzine, e nonostante la documentazione inviata
alla Forestale che evidenziava anche problemi di sicurezza per i pedoni. Gli
amministratori non devono aver paura nemmeno delle contestazioni se sono nel
giusto e se hanno rispettato le regole, devono invece sapersi prendere le
responsabilità.
A proposito di responsabilità, qualcuno le contesta le troppe
deleghe che sono rimaste in mano ad un giovane sindaco, costretto ad
occuparsi di troppe cose, la sottovalutano?
Non penso di essere un accentratore e nemmeno di
poter risolvere tutto da solo, anzi, ma nemmeno mi sottovaluto, in molti
campi posso dire la mia. Io credo molto nel ruolo fondamentale del Consiglio
comunale e nel positivo apporto del lavoro delle Commissioni. Nella mia
precedente esperienza ho patito il predominio assoluto della giunta e
l’esclusione delle minoranze di cui facevo parte da qualsiasi agibilità
politica in tutti i campi ed ho capito che questo è stato uno dei motivi che
ci ha portato allo sfacelo, io voglio avere un atteggiamento diverso e sono
aperto a qualsiasi contributo da parte di tutti, esponenti della minoranza
compresi, anche perché rappresentano dei cittadini. Poi, specie se sono
portatori di progetti validi, perché non tenerne conto? E’ anche per questo
motivo che ho offerto delle Presidenze di commissioni alla minoranza, perché
l’obiettivo, al di la della retorica, è quello di governare con tutti i
cittadini e per tutti i cittadini, insomma essere il sindaco di tutti.
Fra i molti
problemi di Nettuno c’è il turismo. Quando si passerà dal concetto di
vocazione a quello di attrazione turistica e quando riusciremo ad avere
acque depurate e spiaggia pulita e rilanciare il Borgo tenendo presente
anche le richieste dei residenti, insomma a darsi un progetto serio?
Lavoriamo in emergenza ma sappiamo che ci sono
delle questioni su cui dobbiamo intervenire immediatamente, come la pulizia
delle acque per la quale abbiamo studiato con Acqualatina il potenziamento
del depuratore, ma complessivamente, per quanto riguarda il turismo, c’è la
necessità di un progetto comune di lungo termine, che coinvolga attivamente
tutti i soggetti, pubblici e privati, con operazioni di sviluppo ad ampio
respiro che coinvolgano tutto il territorio e tutte le attività con una
seria valutazione sul livello delle proprie infrastrutture e sui servizi
offerti . Ci sono quindi due azioni fondamentali da curare: il territorio e
l’immagine anche attraverso un’operazione di marketing e poi la creazione di
un vero pacchetto turistico che comprenda la capacità recettiva e la
capacità di una offerta turistica di qualità. Quando si parla della qualità
dell’offerta è necessario parlare anche dell’intrattenimento e non solo per
la stagione estiva che tende a ridursi a pochi giorni all’anno. Da settembre
a dicembre vogliamo elaborare e mettere in pratica offerte culturali e spazi
di associazione. Veri tavoli di lavoro dove creare cartelloni che inducano
anche il turista a venire a Nettuno durante tutto l’arco dell’anno. In
attesa di soluzioni più importanti e, principalmente, realizzabili, senza
percorrere la strada dei sogni al momento utopistici, si potrebbe, per
esempio, pensare ad un teatro tenda che sopperisca momentaneamente ad un
teatro reale ma che soddisfi una grande necessità con la creazione di
cartelloni importanti, in sinergia con le associazioni e Roma, e che
riportino la cultura, ma anche il divertimento a Nettuno. Sul Borgo abbiamo
in mente un piano specifico. Abbiamo in mente di convocare sia i circoli
privati che gli operatori per dettare nuove regole e sanare una situazione
confusa, anche in questo caso da settembre apriremo un tavolo di confronto
per un piano di attività completo. Nel contempo faremo delle verifiche su
sicurezza e degrado per venire incontro anche alle richieste dei residenti.
Sindaco, sa di essere oggi in forte controtendenza con il quadro politico
nazionale, Nettuno è, credo l’unico comune d’Italia dove il Pd governa da
solo. Però sa anche che i voti avuti hanno un significato particolare. Ha
grandi responsabilità. Sarà in grado di sostenere questa pressione e
convincere tutti i suoi elettori di aver fatto non solo una scelta oculata,
ma felice e di prospettiva per il futuro?
Il risultato elettorale è stato netto e chiaro. La
mia candidatura è stata impostata sulla necessità di un ricambio, di un
rinnovamento. I cittadini hanno perfettamente compreso il messaggio. Di
fronte ai tanti problemi della città non ci si può barricare, non servono e
nemmeno premiano discorsi ideologici. Il segnale proveniente dal
ballottaggio è stato netto ed indica che una gran parte della città ha dato
la fiducia ad un sindaco che riuscisse a rompere vecchi schemi ed aprisse
una fase diversa della politica anche con la ricerca del dialogo per
risolvere le questioni concrete. Scelte condivise e condotte in maniera
trasparente, diversamente dal passato. La situazione di Nettuno non è rosea
e questo lo sanno tutti, ma voglio promuovere a breve un apposito Consiglio
comunale per fare la fotografia reale. Scopriremo insieme che i problemi non
sono solo quelli economici, anche amministrativi ed organizzativi. In comune
causa il turnover e il fermo di questi anni ci sono gravi carenze nei posti
chiave, specie nell’area tecnica dai Lavori pubblici all’Urbanistica,
all’Ambiente e i nodi da sciogliere sono quelli di uscire da una situazione
di forte crisi, che abbiamo purtroppo ereditato, senza le risorse
finanziarie minime e senza voler comunque caricare sui cittadini le colpe
che non hanno. Dobbiamo invece uscire da una situazione di stallo e di
difficoltà economica con tanto senso di responsabilità e di onestà. Ma ce la
faremo onorando il voto di tutti.
Mentre ringrazio e saluto il sindaco per l’esaustiva chiacchierata
mi soffermo con rabbia ancora una volta su quell’opuscolo che pubblicizza,
quasi come se fosse già realizzato un teatro che era solo un’”allucinazione
nel deserto” e penso a come sarebbe oggi Nettuno se fosse stata governata e
curata come meritava. Ripenso anche alla determinazione del giovane “Davide
Chiavetta”: idee chiare, volontà, trasparenza, legalità, condivisione e
sussidiarietà potranno essere le parole chiave che aiuteranno Nettuno a
dimenticare un passato poco edificabile, grazie a Chiavetta il
“traghettatore”.
Il sole ci saluta oltre l’orizzonte, il bambino torna a casa, una donna
raccoglie la tovaglia dalla terrazza del Borgo, una speranza nuova si
accende.