L'inceneritore DI Brescia inquina?  lo si cede a Napoli

A Brescia c’è il più grande inceneritore d’Europa, da 800mila tonnellate,  in funzione da oltre 8 anni, quello che è portato in ogni contrada come esempio illustre da imitare. Ci vanno a giocare i bambini e le mucche pascolano nei prati accanto, ci dicono. E noi ci beviamo anche questa come ultimamente ci stiamo bevendo tutto, dalle merendine del “mulino bianco” mai esistito, al bianco più bianco, anzi splendente dei prodotti per il bucato.

A parte il cattivo gusto di costruire un simile megaimpianto all’interno di una città, una sorta di cattedrale postmoderna, stupisce la sfrontatezza con cui politici incompetenti continuano a sostenere le tesi che permisero la sua costruzione: non danneggia nessuno anzi pulisce l’area di Brescia.

Gli stessi argomenti che vengono attualmente usati per costruirne di nuovi.

La realtà è invece che l’aria di Brescia è fra le più inquinate d'Europa, peggiore di quella di Milano e una notizia bomba circola sul web, una notizia Ansa.

(ANSA)- NAPOLI, 30 GIU - L'inceneritore piu' grande del mondo da Brescia a Napoli: la cittadina lombarda avrebbe proposto di vendere l'intero impianto alla Campania. Lo dice Ennio Italico Noviello, primo ricercatore del Cnr di Roma: 'L'ho saputo proprio stamattina - ha spiegato in un incontro a Napoli - la proposta era di cederlo per 25 mln di euro, cioe' meno di quanto serve per completare quello di Acerra'. Una proposta, secondo Noviello, giustificata dal fatto che 'quell'impianto sta inquinando l'intera Lombardia'. '

A me la notizia non stupisce più di tanto perché ormai sono abituato alle bugie di politici che più che alle norme sanitarie e tecniche, guardano ai loro interessi economici, e non mi stupisce più di tanto nemmeno la stampa che in prima pagina pubblica che bisogna ricorrere al nucleare pulito e a pagina 25, in un trafiletto, riporta 365 studi francesi sugli effetti cancerogeni degli impianti francesi, mi stupisce però come i cittadini siano così plasmabili e raggirabili. Probabilmente la storia non ci ha insegnato niente e a poco serve anche la presa di posizione degli ordini dei medici e delle ONG, la popolazione sta pagando un caro prezzo alla mancanza di etica della politica che non riesce a parlare chiaro e a indirizzare il mondo verso percorsi diversi e più sicuri che però mettono in discussione vecchie consuetudini, cattive abitudini e interessi economici rilevanti.

 

28-01-12