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“Potrei iniziare con la battuta che è il
Municipio ad avere una bella visione del porto e della Marina, ma,
venendo alla domanda, tengo a precisare che c’è un rapporto veramente di
grande cordialità e anche d’intenti politici sia con Mauro che con Leli
e anche con Minchella, perché, anche se uscito dal PdL, ha comunque
sempre voluto dare un significato di vicinanza e alla mia persona di
stima che, devo essere sincero, è reciproca. Con questo non voglio
disconoscere il rapporto di amicizia e di stima che c’è anche con
Vettori, anche se, si sa, Vettori viene da un rapporto di centro
sinistra. Tutti insieme abbiamo sottoscritto un documento d’intesa che
identifica una opposizione, però la posizione di Vettori è comprensibile
ed è caratterizzata dalla vicinanza e forse dalla collaborazione. La
collaborazione c’è però anche da parte nostra: l’abbiamo voluta dare e
significare sin dal primo impatto in consiglio comunale e sta
proseguendo, perché noi non partiamo mai dall’assunto di votare contro.
Sul problema della leadership, non ho la presunzione di averla
nell’ambito dell’intera opposizione perché toglierei spazio a persone
che svolgono bene il loro ruolo”.
In poche
parole ci può spiegare com'è stato possibile che uno dei comuni più di
destra d'Italia oggi sia l'unico comune governato dal solo PD e con un
pezzo dello stesso PD all'opposizione?
E Giuliano Valente come si colloca in questo quadro? Il PdL a Nettuno
all’ultime votazioni si è attestato al 52,30% alla camera e al 52,12% al
senato mentre il PD stava rispettivamente al 29,84% e al
30,12%, più o meno come i risultati nazionale, ma poi all'ultimo
ballottaggio non dico il PD, ma Alessio Chiavetta ha doppiato il
candidato del centrodestra. Qual'é la lettura politica e cosa intende
farne degli oltre 15 mila voti ricevuti solo come PdL?
“Voglio subito dire una cosa, che non vuole essere piaggeria per il
personaggio, ma il sindaco attuale di Nettuno proprio perché è
espressione della città e dei suoi cittadini, io, devo dire, lo accetto
e lo stimo, perché è il risultato di un voto democratico e quando il
territorio realizza un indirizzo si deve avere il pregio e il rispetto
nei confronti dell’elettorato, che ha sempre ragione. Evidentemente se
gli elettori hanno votato in quel senso le nostre forze del centro
destra non hanno saputo, non hanno potuto realizzare quello che comunque
l’elettorato si aspettava. E’ un voto di protesta? Io lo voglio sperare
ma non ne sono altrettanto certo. L’elettorato è maturo è colto è anche
in grado di valutare le scelte che man mano si fanno, ecco perché nella
proposta politica che il sottoscritto fa, almeno a nome del PdL e
coinvolgendo, per quanto ci riesce, le altre opposizioni, è quella di
non dare la senzione del “signor no”, perché di chi sa dire solo no le
persone si sono stancate.
Qualcuno
riferendosi al centro destra contesta, non tanto la legittimità, ma la
credibilità democratica di un nuovo partito che nasce “dal predellino
di un’auto”, lontano dal territorio ma che rischia di rappresntare quasi
la metà degli elettori.
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“E’
una cosa da affrontare. Noi ci siamo permessi, come forze politiche di
Nettuno, di essere all’avanguardia ed abbiamo cominciato un percorso con
i partiti che poi si andranno a sciogliere per confluire nella PdL.
Abbiamo cercato di essere presenti in un sistema che possa essere di
convergenza dando ad una persona non solo il coordinamento ma anche la
vicinanza e l’appoggio necessari.
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Gianni
Molinari ha però preso le distanze dal coordinamento affidato a Nestore
Angelini e comunque a quelli imposti dall’alto e richiama alla necessità
di favorire un dialogo fra tutte le forze che possano domani concorrere
alla nascita del nuovo partito che non può essere solo ossequioso verso
generiche direttive nazionali.
“E’
una polemica ricomposta. Ho parlato anche con Gianni e incontrandomi
anche con gli amici del coordinamento ho avuto l’opportunità di
sostenere che questa polemica ad personam non è assolutamente positiva
nell’ambito del territorio e mi dispiace dire anche che, mentre da parte
nostra e mia in particolare non c’è stata alcuna polemica relativamente
alle diatribe interne riguardanti il centro sinistra, ho visto con
rammarico che il sindaco in un articolo ha rimarcato la situazione
interna in ambito PdL. Tra responsabili politici questa è una cosa che
non va fatta, è una cosa non piacevole e il sindaco, che personalmente,
pur essendo avverso alla sua parte politica, stimo e ritengo persona
intelligente, non doveva cavalcare questa polemica. Io non mi sono mai
permesso di entrare all’interno delle strutture del PD e non gradisco
cavalcare ed entrare in problemi altrui, e ce ne sarebbero.
Si predica il
federalismo ma si attua il centralismo sfrenato, vedi aiuti a Roma e
Catania. Lei non pensa che fra la politica di livello nazionale e il
territorio ci sia poca sintonia. Non pensa che il cittadino possa essere
irritato da un "nuovo analfabetismo politico", quello che lo costringe a
mettere solo una X sulla scheda che promuoverà candidati scelti dai
capi, spesso per motivi poco politici e che poco hanno frequentato i
problemi del vivere comune, non hanno fatto un percorso di crescita
politica e quindi poco hanno a che vedere con i veri problemi della
gente?
“Io
voglio rispondere oltre che in termini politici, anche sotto un profilo
manageriale, non mettendo insieme le due cose altrimenti farei lo
sbaglio che alcuni assegnano al nostro Presidente del Consiglio e leader
della nostra forza politica, peraltro non ho ne la statura ne la volontà
di competere, però non c’è dubbio che quando a livello nazionale si
fanno i conti e si stabiliscono delle sforature o si ha il coraggio di
dire in termini chiari alle amministrazioni che “deve camminare con le
gambe proprie” oppure si diventa assistenzialisti come una volta. Sono
assolutissimamente d’accordo che il centralismo ha comunque sancito
negli anni passati un “malus” assoluto, ma sicuramente ha dato delle
possibilità a Regioni e a realtà che non avevano le capacità di poter
comunque andare avanti. Oggi noi siamo contrari a tagli indiscriminati e
a penalizzare troppo le regioni che difficilmente possono produrre
ricchezza. Io sono stato un Democratico cristiano e non posso
dimenticare che l’Italia ancorchè fatta di regioni è fatta di
assistenza reciproca e rispetto al federalismo bisogna vedere di quale
federalismo si parla, d'altronde i nostri leader di AN sono stati
chiarissimi su questo argomento.”
In questa
Italia bacchettona e puttaniera vogliamo provare a lanciare un messaggio
positivo ai giovani, spesso dimenticati e marginalizzati, fuorché nei
consumi, sempre più sfiduciati e anche violenti. Troppi notizie di
cronaca giudiziaria, ultimamente, parlano di giovani del litorale. Ma,
senza, voler essere una giustificazione, a Nettuno non c'è, non dico un
auditorium o un teatro, ma nemmeno un cinema.
“E’
vero. Ma se qui cavalcassi il populismo e dicessi che bisogna andare a
fare qualcosa per i giovani andrei a dire delle cose ovvie ma che
servirebbero a poco. In questa città bisogna avere il coraggio nel nuovo
piano regolatore di fare effettivamente quello che in urbanistica gli
imprenditori, e anch’io, fanno in modo sistematico. Piani di zona
convenzionati, lottizzazioni ex art. 23 della legge 1150, dove c’è un
“dout des”, un rapporto con la proprietà dove si dice sostanzialmente
che se ti faccio realizzare una struttura residenziale commerciale tu
devi dare a me comune, oltre che le strade, anche dei beni durevoli per
sperimentazione sociale. Noi dobbiamo andare ad incentrarsi e a gravare
su quelle che sono le iniziative private perché il pubblico non avrà
mai le risorse per poterle realizzare, allora o trova la maniera di
farsele dare, in contraccambio a delle lottizzazioni che realizza,
ovvero a collocare nell’ambito del nuovo piano regolatore delle zone a
servizi cercando di convenzionarsi con i privati e dire, questa è la
zona a servizi, io te la do, tu ci costruisci il tuo immobile, lo vai a
destinare a quel tipo di attività, dopo quarant’anni o quelli che sono,
il bene ritorna direttamente all’aministrazione, ovvero mi paghi
comunque una locazione. Questa è l’unica maniera, fare utopie e dire
bisogna fare qualcosa per i giovani è soltanto una presa d’atto stupida
perché al di fuori di Lungomare Matteotti non c’è nessuna struittura che
possa ricoverare i ragazzi.”
Uno dei
cavalli di battaglia del centrodestra è stato ed é la sicurezza e per
dimostrare l'interessamento a questo problema si lavora molto anche
sull'immagine, ed ecco i i militari che presidiano le grandi città, le
leggi sulla prostituzione. Ma tutto questo non rischia di aumentare i
problemi in provincia, dove sempre più si sposta tutta la
micro-criminalità? La chiusura del locale “L’altra notte” e la scoperta
che gran parte delle “ballerine” venivano da Roma rafforzano le parole
che qualcuno ha pronunciato in questi giorni “La provincia non è e non
vuole essere la pattumiera di Roma”.
“Relativamente alla sicurezza noi di Nettuno dovremmo stare in un
ventre di vacca. Nell’ambito nazionale la concentrazione di forze di
polizia che ha la città di Nettuno non ce l’ha nessuno. Abbiamo la
Scuola di Polizia, abbiamo una Compagnia della Guardia di Finanza di
una capacità assoluta e al proprio comandante e a tutti i finanzieri va
un grande plauso, abbiamo i Carabinieri comunque a livello di stazione,
la Polizia la Polmare. Noi siamo nella condizione di poter dare un
servizio, ma come lei ha detto questo servizio non c’è. Allora qui, per
me, c’è una responsabilità politica, dei politici, anche mia, anche se
io non essendo in maggioranza non ho responsabilità amministrative,
perché il sindaco come primo cittadino dovrebbe, con le forze di
maggioranza e con l’aiuto delle Forze dell’ordine, presenziare le aree e
cercare di mettere sotto controllo quello che oggi è comunque un dato di
fatto. Il centro storico di Nettuno, il vecchio Borgo, pur non avendone
le prove, ma avendone una certa risonanza, costituisce un problema di
una serietà assoluta. Presumo che la ci sia una delinquenza non latente
ma addirittura esplosiva con anche, credo, delle situazioni di reati non
solo di droga. Perché è abbandonato a se stesso.
Com'è lo stato
di salute di Nettuno, in difficoltà sia dal punto di vista economico,
specie per la Nettuno servizi e il taglio dell'Ici, che dal punto di
vista amministrativo? Chiavetta è uscito stizzito per il vostro
comportamento che ha dichiarato collaborativo in Consiglio ma aggressivo
sulla stampa e cosa pensa dei primi mesi del mandato del nuovo sindaco?
Anche lei fino ad adesso è stato, diciamo abbastanza comprensivo, ma ci
stiamo avviando verso momenti di più forte contrapposizione? E quali
sono i suoi alleati?
“Se
dovessi partire dall’assunzione che l’unica mia finalizzazione è quella
di mandare a casa Chiavetta, direi una bugia. Perché, in questo momento,
significherebbe cercare di sostituire un personaggio che la cittadinanza
ha eletto. Il problema è serio e diverso invece su ciò che la Giunta e
l’organizzazione stanno realizzando. Su due problemi, tra i più seri,
quello della Nettuno Servizi e del Bilancio, noi stiamo prendendo una
posizione precisa. Devo essere sincero, dopo la bellezza di cinque mesi
di gestione, il sindaco che non ha il coraggio di assegnare la delega al
bilancio è un segnale inequivocabile che non ha fiducia in alcuno e
vuole manterere direttamente la delega. Lui ha fatto bene a non
approvare il bilancio perché evidentemente non ha ritenuto che potessimo
ottenere dei titoli di entrata e di uscita validi da questo punto di
vista. Però lui ha sbagliato nella meniera più assoluta sulla Nettuno
servizi, che è il vulnus principale di questa città. Noi nel prossimo
consiglio comunale vogliamo discutere della mia interpellanza
realizzata nei primi d’agosto e, per mia volontà, poi sospesa fino al
Consiglio di settembre. Ma è passato settembre, è passato ottobre e la
questione della Nettuno servizi è ancora in piedi, ma va risolta. Deve
inoltre essere assegnato l’assessore al bilancio. Il sindaco Chiavetta
non può più sfuggire a questa posizione. Certamente se si arriverà ad
una posizione di scontro io credo che dovrò soltanto fare la conta di
quelli che possono essere i miei alleati. Non so se potrò contare su
Vettori, ma io sono abbastanza convinto che se non c’è la finalizzazione
di essere contro qualcuno toutcourt per forza ma con argomentazioni e
con capacità è naturale che all’interno della stessa maggioranza ci
siano posizioni completamente diverse ed è per questo che oggi a me non
va di cavalcare una posizione di contrasto o andare a criticare quelle
che sono le becere posizioni all’interno della maggioranza, perché non
sono abituato ad entrare in casa degli altri. Ma anche quando votiamo da
soli noi un segnale alla città lo diamo. Noi della PdL sappiamo che
sulla convenzione con la Nettuno Servizi, pur se fatta da Conti, abbiamo
una responsabilità perché è stata protratta nel tempo da personaggi e
amministrazioni che facevano capo al centrodestra, ma oggi la PdL è
nettamente contraria alla Nettuno Servizi e con essa non ha niente a che
vedere e vogliamo rescindere il contratto ovvero vogliamo che, al
limite, si realizzi una transazione per non arrivare ad un contenzioso
che potrebbe essere preoccupante.
So che lei è
anche uno sportivo, anzi è addirittura un maestro di arti marziali e
Presidente della Confiam. La cultura e lospirito zen ci ricordano che
“ogni maestro crea un suo stile e una propria tendenza traendo l’origine
dall’arte marziale in se”, è cosi anche in politica? E quali sono stati
i suoi maestri?
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“ Ho
avuto il piacere e l’onore di avere come professore universitario il
Presidente Fanfani e mi onoro di essere buon amico di Clelio Darida. I
miei maestri sono stati loro, giuristi di grandissima fama. Sarebbe un
onore seguire l’esempio di entrambi. Pur essendo maestro di Karate e
Presidente della Federazione Confiam che ha circa novemila iscritti in
tutta Italia, non riesco ad essere equilibrato come loro. Io però
certamente stabilisco un rapporto con la mia personalità, che è quello
di verità. |
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Valente è un
cognome del centro sud, ed ha una radice latina. A lei piacciono molto
le citazioni latine e ne fa uso, allora lei concorda con Plauto che
diceva "nomen est omen". E pensa che nel suo cognome si riscontrino dei
“presagi” veritieri?
“Io
non sono irascibile, ma sono un sanguigno. Io metto il cuore nelle cose,
e ritengo che in ambito politico quando uno ha passione deve mantenere
questa linea. Anche nel PdL, a volte, ho trovato delle situazioni che
non erano proprio vicine al mio carattere ma ho cercato di affrontarle
vedendole assieme ai compagni di viaggio e correggendole assieme. Il
tutto però senza stravolgere la mia personalità, altrimenti io faccio un
passo indietro e mi metto da parte.
Ringraziamo il
Consigliere Giuliano Valente per la chiacchierata piacevole ma
politicamente rilevante e chiarificatrice circa le strategie del Partito
della Libertà a Nettuno. Per non restare poi con un punto di domanda
circa il detto latino che asseriva che “il nome contiene un presagio”,
è obbligo svelare che il cognome Valente ha una radice latina che
indica persona che sta bene in salute, forte e valorosa, ma anche valida
ed efficace. Ora, il fatto che sia in salute, forte e valoroso, è
sancito dal 6° dan acquisito nella dura disciplina del Karate, per
quanto riguarda il “valido ed efficace” lo ha già dimostrato nelle sue
attività manageriali. Per quanto riguarda il politico, il tempo ci saprà
dire.
Giancarlo Testi
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