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Intervista a Giuliano Valente

La prima impressione quando incontri una persona è  sempre fondamentale, è un processo con cui si deve inesorabilmente fare i conti e chi afferma di esserne esente è probabilmente colui che ne viene maggiormente influenzato. Bastano pochi secondi per decidere se il colloquio con l’interlocutore si svolgerà in maniera piacevole e proficua, e dal primo momento in cui ho messo piede negli uffici della Marina di Nettuno ho capito che l’incontro con il Consigliere Giuliano Valente sarebbe stato serio, amichevole, pacato e costruttivo.

Già dal primo impatto con gli uffici, dove regna una pulizia e un ordine quasi maniacale,  ho capito la filosofia di questa struttura e di chi, con soddisfazione,  la dirige.

Consigliere, lei da questa “torretta” ha una vista privilegiata non solo sul porto, ma su tutta la città e sul Municipio di Nettuno, quotidianamente le consente di tenere d’occhio quell’istituzione nel cui consiglio lei peraltro svolge, con entusismo e dedizione, il riconosciuto ruolo di capo gruppo del Popolo delle Libertà. Un ruolo politico importante, ma si sente anche il capo gruppo dell'opposizione?

 

 

 

 

“Potrei iniziare con la battuta che è il Municipio ad avere una bella visione del porto e della Marina, ma, venendo alla domanda, tengo a precisare che c’è un rapporto veramente di grande cordialità e anche d’intenti politici sia con Mauro che con Leli e anche con Minchella, perché, anche se uscito dal PdL, ha comunque sempre voluto dare un significato di vicinanza e alla mia persona di stima che, devo essere sincero, è reciproca. Con questo non voglio disconoscere il rapporto di amicizia e di stima che c’è anche con Vettori, anche se, si sa, Vettori viene da un rapporto di centro sinistra.  Tutti insieme abbiamo sottoscritto un documento d’intesa che identifica una opposizione, però la posizione di Vettori è comprensibile ed è caratterizzata dalla vicinanza e forse dalla collaborazione. La collaborazione c’è però anche da parte nostra: l’abbiamo voluta dare e significare sin dal primo impatto in consiglio comunale e sta proseguendo, perché noi non partiamo mai dall’assunto di votare contro. Sul problema della leadership, non ho la presunzione di averla nell’ambito dell’intera opposizione perché toglierei spazio a persone che svolgono bene il loro ruolo”.

In poche parole ci può spiegare com'è stato possibile che uno dei comuni più di destra d'Italia oggi sia l'unico comune governato dal solo PD e con un pezzo dello stesso PD all'opposizione? E Giuliano Valente come si colloca in questo quadro? Il PdL a Nettuno all’ultime votazioni si è attestato al 52,30% alla camera e al 52,12% al senato  mentre il PD  stava rispettivamente  al   29,84%  e  al   30,12%, più o meno come i risultati nazionale, ma poi all'ultimo ballottaggio non dico il PD, ma Alessio Chiavetta ha doppiato il candidato del centrodestra. Qual'é la lettura politica e cosa intende farne degli oltre 15 mila voti ricevuti solo come PdL?

“Voglio subito dire una cosa, che non vuole essere  piaggeria per il personaggio, ma il sindaco attuale di Nettuno proprio perché è espressione della città e dei suoi cittadini, io, devo dire, lo accetto e lo stimo, perché è il risultato di un voto democratico e quando il territorio realizza un indirizzo si deve avere il pregio e il rispetto nei confronti dell’elettorato, che ha sempre ragione. Evidentemente se gli elettori hanno votato in quel senso le nostre forze del centro destra non hanno saputo, non hanno potuto realizzare quello che comunque l’elettorato si aspettava. E’ un voto di protesta? Io lo voglio sperare ma non ne sono altrettanto certo. L’elettorato è maturo è colto è anche in grado di valutare le scelte che man mano si fanno, ecco perché nella proposta politica che il sottoscritto fa, almeno a nome del PdL e coinvolgendo, per quanto ci riesce, le altre opposizioni, è quella di non dare la senzione del “signor no”, perché di chi sa dire solo no le persone si sono stancate.

Qualcuno riferendosi al centro destra contesta, non tanto la legittimità, ma la credibilità democratica  di un nuovo partito che nasce “dal predellino di un’auto”, lontano dal territorio ma che rischia di rappresntare quasi la metà degli elettori.

“E’ una cosa da affrontare. Noi  ci siamo permessi,  come forze politiche di Nettuno, di essere all’avanguardia ed abbiamo cominciato un percorso con i partiti che poi si andranno a sciogliere per confluire nella  PdL. Abbiamo cercato di essere presenti in un sistema che possa essere di convergenza dando ad una persona non solo il coordinamento ma anche la vicinanza e l’appoggio necessari.

Gianni Molinari ha però preso le distanze dal coordinamento affidato a Nestore Angelini e comunque a quelli imposti dall’alto e richiama alla necessità di favorire un dialogo fra tutte le forze che possano domani concorrere alla nascita del nuovo partito che non può essere solo ossequioso verso generiche direttive nazionali.

“E’ una polemica ricomposta. Ho parlato anche con Gianni e  incontrandomi anche con gli amici del coordinamento ho avuto l’opportunità di sostenere che questa polemica ad personam non è assolutamente positiva nell’ambito del territorio e mi dispiace dire anche che, mentre da parte nostra e mia in particolare non c’è stata alcuna polemica relativamente alle diatribe interne riguardanti il centro sinistra, ho visto con rammarico che il sindaco in un articolo ha rimarcato la situazione interna in ambito PdL. Tra responsabili politici questa è una cosa che non va fatta, è una cosa non piacevole e il sindaco, che personalmente, pur essendo avverso alla sua parte politica, stimo e ritengo persona  intelligente, non doveva cavalcare  questa polemica. Io non mi sono mai permesso di entrare all’interno delle strutture del PD e non gradisco cavalcare ed entrare in problemi altrui, e ce ne sarebbero.

Si predica il federalismo ma si attua il centralismo sfrenato, vedi aiuti a Roma e Catania. Lei non pensa che fra la politica di livello nazionale e il territorio ci sia poca sintonia. Non pensa che il cittadino possa essere irritato da un "nuovo analfabetismo politico", quello che lo costringe a mettere solo una X sulla scheda che promuoverà candidati scelti dai capi, spesso per motivi poco politici e che poco hanno frequentato i problemi del vivere comune, non hanno fatto un percorso di crescita politica e quindi poco hanno a che vedere con i veri problemi della gente?

“Io voglio rispondere oltre che in termini politici, anche sotto un profilo manageriale, non mettendo insieme le due cose altrimenti farei lo sbaglio che alcuni assegnano al nostro Presidente del Consiglio e leader della nostra forza politica, peraltro non ho ne la statura ne la volontà di competere,  però non c’è dubbio che quando a livello nazionale si fanno i conti e si stabiliscono delle sforature o si ha il coraggio di dire in termini chiari  alle amministrazioni che  “deve camminare con le gambe proprie” oppure si diventa assistenzialisti come una volta. Sono assolutissimamente d’accordo che il centralismo ha comunque sancito negli anni passati un “malus” assoluto, ma sicuramente ha dato delle possibilità a Regioni e a realtà che non avevano le capacità di poter comunque andare avanti. Oggi noi siamo contrari a tagli indiscriminati e a penalizzare troppo le regioni che difficilmente possono produrre ricchezza. Io sono stato un Democratico cristiano e non posso dimenticare  che l’Italia ancorchè fatta di regioni è fatta di assistenza reciproca e rispetto al federalismo bisogna vedere di quale federalismo si parla, d'altronde i nostri leader di AN sono stati chiarissimi su questo argomento.”

In questa  Italia bacchettona e puttaniera vogliamo provare a lanciare un messaggio positivo ai giovani, spesso dimenticati e marginalizzati, fuorché nei consumi, sempre più sfiduciati e anche violenti. Troppi notizie di cronaca giudiziaria, ultimamente, parlano di giovani del litorale. Ma, senza, voler essere una giustificazione, a Nettuno non c'è, non dico un auditorium o un teatro, ma nemmeno un cinema.

“E’ vero. Ma se qui cavalcassi il populismo e dicessi che bisogna andare a fare qualcosa per i giovani andrei a dire delle cose ovvie ma che servirebbero a poco. In questa città bisogna avere il coraggio nel nuovo piano regolatore di fare  effettivamente quello che in urbanistica  gli imprenditori, e anch’io, fanno in modo sistematico. Piani di zona convenzionati, lottizzazioni ex art. 23 della legge 1150, dove c’è un “dout des”, un rapporto con la proprietà dove si dice sostanzialmente  che se ti faccio realizzare una struttura residenziale commerciale tu devi dare a me comune, oltre che le strade,  anche dei beni durevoli per sperimentazione sociale. Noi dobbiamo andare ad incentrarsi e a gravare su quelle che sono le iniziative private  perché il pubblico non avrà mai le risorse per poterle realizzare, allora o trova la maniera di farsele dare, in contraccambio a delle lottizzazioni che realizza, ovvero a collocare nell’ambito del nuovo piano regolatore delle zone a servizi cercando di convenzionarsi con i privati e dire, questa è la zona a servizi, io te la do, tu ci costruisci il tuo immobile, lo vai a destinare a quel tipo di attività, dopo quarant’anni o quelli che sono, il bene ritorna direttamente all’aministrazione, ovvero mi paghi comunque una locazione. Questa è l’unica maniera, fare utopie e dire bisogna fare qualcosa per i giovani è soltanto una presa d’atto stupida perché al di fuori di Lungomare Matteotti non c’è nessuna struittura che possa ricoverare i ragazzi.”

Uno dei cavalli di battaglia del centrodestra è stato ed é la sicurezza e per dimostrare l'interessamento a questo problema si lavora molto anche sull'immagine, ed ecco i i militari che presidiano le grandi città, le leggi sulla prostituzione. Ma tutto questo non rischia di aumentare i problemi in provincia, dove sempre più si sposta tutta la micro-criminalità? La chiusura del locale “L’altra notte” e la scoperta che gran parte delle “ballerine” venivano da Roma rafforzano le parole che qualcuno ha pronunciato in questi giorni “La provincia non è e non vuole essere la pattumiera di Roma”.

“Relativamente alla  sicurezza noi di Nettuno dovremmo stare in un ventre di vacca. Nell’ambito nazionale la concentrazione di forze di polizia che ha la città di Nettuno non ce l’ha nessuno. Abbiamo la Scuola di Polizia, abbiamo una Compagnia della Guardia di Finanza di  una capacità assoluta e al proprio comandante e a tutti i finanzieri va un grande plauso, abbiamo i Carabinieri comunque a livello di stazione, la Polizia la Polmare. Noi siamo nella condizione di poter dare un servizio, ma come lei ha detto questo servizio non c’è. Allora qui, per me, c’è una responsabilità politica, dei politici, anche mia, anche se io non essendo in maggioranza non ho responsabilità amministrative, perché il sindaco come primo cittadino dovrebbe, con le forze di maggioranza e con l’aiuto delle Forze dell’ordine, presenziare le aree e cercare di mettere sotto controllo quello che oggi è comunque un dato di fatto. Il centro storico di Nettuno, il vecchio Borgo, pur non avendone le prove, ma avendone una certa risonanza, costituisce un problema di una serietà assoluta. Presumo che la ci sia una delinquenza non latente ma addirittura esplosiva con anche, credo, delle situazioni di reati non solo di droga. Perché è abbandonato a se stesso.

Com'è lo stato di salute di Nettuno, in difficoltà sia dal punto di vista economico, specie per la Nettuno servizi e il taglio dell'Ici, che dal punto di vista amministrativo? Chiavetta è uscito stizzito per il vostro comportamento che ha dichiarato collaborativo in Consiglio ma aggressivo sulla stampa e cosa pensa dei primi mesi del mandato del nuovo sindaco? Anche lei fino ad adesso è stato, diciamo abbastanza comprensivo, ma ci stiamo avviando verso momenti di più forte contrapposizione?  E quali sono i suoi alleati?

“Se dovessi partire dall’assunzione che l’unica mia finalizzazione è quella di mandare a casa Chiavetta, direi una bugia. Perché, in questo momento, significherebbe cercare di sostituire un personaggio che la cittadinanza ha eletto. Il problema è serio e diverso invece su ciò che la Giunta e l’organizzazione stanno realizzando. Su due problemi, tra i più seri,  quello della Nettuno Servizi e del Bilancio, noi stiamo prendendo una posizione precisa. Devo essere sincero, dopo la bellezza di cinque mesi di gestione, il sindaco che non ha il coraggio di assegnare la delega al bilancio è un segnale inequivocabile che non ha fiducia in alcuno e vuole manterere direttamente la delega. Lui ha fatto bene a non approvare il bilancio perché evidentemente non ha ritenuto che potessimo ottenere dei titoli di entrata e di uscita validi  da questo punto di vista. Però lui ha sbagliato nella  meniera più assoluta sulla Nettuno servizi, che è il vulnus principale di questa città. Noi nel prossimo consiglio comunale vogliamo discutere della mia  interpellanza realizzata nei primi d’agosto e, per mia volontà, poi sospesa fino al Consiglio di settembre. Ma è passato settembre, è passato ottobre e la questione della Nettuno servizi è ancora in piedi, ma  va risolta. Deve inoltre essere assegnato l’assessore al bilancio. Il sindaco Chiavetta non può più sfuggire a questa posizione. Certamente se si arriverà ad una posizione di  scontro io credo che dovrò soltanto fare la conta di quelli che possono essere i miei alleati. Non so se potrò contare su Vettori, ma io sono abbastanza convinto che se non c’è la finalizzazione di essere contro qualcuno toutcourt per forza  ma con argomentazioni e con capacità è naturale che all’interno della stessa maggioranza ci siano posizioni completamente diverse ed è per questo che oggi a me non va di cavalcare una posizione di contrasto o andare a criticare quelle che sono le becere posizioni all’interno della maggioranza, perché non sono abituato ad entrare in casa degli altri. Ma anche quando votiamo da soli noi un segnale alla città lo diamo. Noi della PdL sappiamo che sulla convenzione con la Nettuno Servizi, pur se fatta da Conti, abbiamo una responsabilità perché è stata protratta nel tempo da personaggi e amministrazioni che facevano capo al centrodestra, ma oggi la PdL è nettamente contraria alla Nettuno Servizi e con essa non ha niente a che vedere e vogliamo rescindere il contratto ovvero vogliamo che, al limite, si realizzi una transazione per non arrivare  ad un contenzioso che potrebbe essere preoccupante.  

So che lei è anche uno sportivo, anzi è addirittura un maestro di arti marziali e Presidente della Confiam. La cultura e lospirito zen ci ricordano che “ogni maestro crea un suo stile e una propria tendenza traendo l’origine dall’arte marziale in se”, è cosi anche in politica? E  quali sono stati i suoi maestri?

“ Ho avuto il piacere e l’onore di avere come professore universitario il Presidente Fanfani e mi onoro di essere buon amico di Clelio Darida. I miei maestri sono stati loro, giuristi di grandissima fama. Sarebbe un onore seguire l’esempio di entrambi. Pur essendo maestro di Karate e Presidente della  Federazione Confiam che ha circa novemila iscritti in tutta Italia, non riesco ad essere equilibrato come loro. Io però certamente stabilisco un rapporto con la mia personalità, che è quello di verità. 

Valente è un cognome del centro sud, ed ha una radice latina. A lei piacciono molto le citazioni latine e ne fa uso, allora lei concorda con Plauto che diceva "nomen est omen". E pensa che nel suo cognome si riscontrino dei “presagi” veritieri?

“Io non sono irascibile, ma sono un sanguigno. Io metto il cuore nelle cose, e ritengo che in ambito politico quando uno ha passione deve mantenere questa linea. Anche nel PdL, a volte,  ho trovato delle situazioni che non erano proprio vicine al mio carattere ma ho cercato di affrontarle vedendole assieme ai compagni di viaggio e  correggendole assieme. Il tutto però senza stravolgere la mia personalità, altrimenti io faccio un passo indietro e mi metto da parte.

Ringraziamo il Consigliere Giuliano Valente per la chiacchierata piacevole ma politicamente rilevante e chiarificatrice circa le strategie del Partito della Libertà a Nettuno. Per non restare poi con un punto di domanda circa il detto latino che asseriva che  “il nome contiene un presagio”, è obbligo svelare che il cognome  Valente ha una radice latina che indica persona che sta bene in salute, forte e valorosa, ma anche valida ed efficace. Ora, il fatto che sia in salute, forte e valoroso, è sancito dal 6° dan acquisito nella dura disciplina del Karate, per quanto riguarda il “valido ed efficace” lo ha già dimostrato nelle sue attività manageriali. Per quanto riguarda il politico, il tempo ci saprà dire.

 

                                                                                                            Giancarlo Testi

 

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06-02-12