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Biondi: io non mollerò l’osso
Chiudo gli occhi e m’immagino un Parco aperto,
un luogo d’incontro che consente l’espandersi della rete di
conoscenze e di amicizie. Che ci fa vivere meglio, ci fa sentire
parti integranti di un ambiente che ci proietta fuori dal
sistema-casa o sistema-famiglia, ci aiuta ad andare oltre il nostro
spazio intimo e razionale, facendoci aprire ad una socializzazione
diversa.
Tutti, anche gli amici diversamente abili e i
bisognosi d’assistenza possono accedere alla bellezza di un ambiente
che stimola le funzioni psicologiche, fisiologiche, sociali ed
emozionali e ripristina condizioni di benessere e fratellanza.
Anziani, giovani, sportivi, piante e animali vivono insieme un
eco-sistema dove ognuno trova il suo spazio e il suo spirito
positivo.
Ma la rauca voce di un volontario della festa
di turno che chiama il numero collegato alla frittura di pesce e
patatine mi riporta alla realtà. Uno dei pochi polmoni verdi di
Nettuno vive senza qualsiasi intervento di manutenzione, fatta
eccezione dei pochi interventi di sistemazione effettuati in
occasione di queste feste di partito o altre enogastronimiche. La
visione è sempre la stessa: banchi per la distribuzione del cibo,
spazio per il luogo di ristoro, palco per le manifestazioni e, in
qualche occasione, ballo presso la pista di pattinaggio.
Indifferenza per tutto il resto: indifferenza per un fiumiciattolo
che conserva specie caratteristiche di flora e fauna, indifferenza
per il deturpamento di spazi che potrebbero essere fiori
all’occhiello del quartiere e della città, dai giardini
all’anfiteatro. Ma almeno questa volta l’organizzatore della Festa
di turno, quella di Liberazione, Marco Bordacconi ha convocato un
incontro fra le associazioni locali e l’Assessore all’Ambiente
Flavio Biondi, incontro dove è possibile parlare del problema del
Parco come di altre questioni importanti, dalla raccolta
differenziata al problema delle acque.
Diverse organizzazioni sono presenti ed
ognuna rivolge domande e fa considerazioni sullo stato dell’arte dal
punto di vista ecologico e a tutte le domande e alle numerose
sollecitazioni e punzecchiature l’assessore risponde in maniera
chiara e sincera, fuori dal linguaggio burocratico e di circostanza,
affrontando i tanti problemi di Nettuno. Di seguito le affermazioni
dell’assessore Flavio Biondi che ritengo più significative.
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Raccolta differenziata: il passaggio al nuovo sistema
della raccolta rifiuti non sarà indolore e presupporrà un grande
sforzo di tutti. Il fatto positivo è che la società Ecopolis 2000
punta molto sul buon andamento di Nettuno per potersi imporre a
livello nazionale e quindi sarà costantemente presente su tutti i
passaggi necessari all’ottenimento di un risultato positivo che
dimostrerà che nella nostra città non vive un popolo incivile che
getta tutto per terra e se ne frega della collettività, in questi
primi mesi di mandato ho potuto costatare che c’è la volontà di
adeguarsi ad un cambiamento peraltro obbligato e la pressione che
abbiamo avuto nei mesi estivi su questo problema mi ha convinto che
è possibile fare una buona raccolta differenziata e in due tre anni
avremo dei risultati assai soddisfacenti. D'altronde la raccolta
differenziata è il modo migliore per preservare e mantenere le
risorse naturali, a vantaggio nostro e delle generazioni future:
riusare e riutilizzare i rifiuti, dalla carta alla plastica,
contribuisce a restituirci e conservare un ambiente "naturalmente"
più ricco. In commissione ambiente si sta discutendo ed approvando
il Nuovo Regolamento d’Igiene ed Ambientale del Comune che si
occuperà dell’adattamento al nuovo sistema; nel documento si
prenderanno in considerazioni informazioni fondamentali come gli
orari e le modalità del conferimento dei rifiuti, prevedendo anche
interventi duri perché l’esperienza ci insegna che il non rispetto
delle regole crea gravi problemi. Certo, il sistema utilizzato da
alcuni comuni con il “codice a barre” sarebbe il massimo, perché
consentirebbe di motivare adeguatamente i contribuenti, grazie ad un
opportuno sistema di premi e penalizzazioni, valutare i tempi medi
di riconsegna dei sacchetti nelle varie zone comunali, ottimizzando
così il servizio di recupero dei rifiuti, valutare percentuali e
quantità delle varie tipologie di rifiuti, in modo da consentire un
adeguato dimensionamento di eventuali processi di distruzione e
riciclaggio dei rifiuti, ma attualmente è necessario muoversi nel
campo del possibile e io credo che se i cittadini seguiranno la
grande campagna d’informazione che sta partendo avremo risultati
comunque eccellenti. Noi faremo tanta informazione per chiarire a
tutti come comportarsi. L’obiettivo resta quello di cambiare il
volto a Nettuno, anche attraverso la raccolta differenziata dei
rifiuti. Ci vorrà del tempo per avere benefici economici, quando ci
saranno, anche attraverso il bilancio partecipato, si potranno
prevedere sgravi e risparmi anche per i cittadini.
Turbogas, centrali nucleari, fonti energetiche alternative:
Da sempre sono contrario alla Turbogas, anche se non credo di essere
un “fondamentalista ecologico”, ma un amministratore pragmatico che
vuole sfruttare tutte le risorse necessarie si compatibili.
Contrario perché il progetto è partito male fin dall’inizio sia per
il luogo (ci sono aziende che fanno biologico in quella zona) che
per come è calato dall’alto il progetto utilizzando una sorta di
“copia incolla” come se tutte le realtà fossero uguali e tutte le
sensibilità assopite. L’impatto ambientale è importante e i progetti
devono essere seri e ben valutati, ma anche condivisi. Anche la
nostalgia per il nucleare non mi convince e non solo perché abbiamo
vicino la centrale di Borgo Sabotino, che fu la prima centrale
nucleare ad entrare in funzione in Italia e che oggi, al pari degli
altri tre impianti chiusi dopo il referendum dell’87, e che adesso
rischia la riapertura secondo le intenzioni dell’attuale governo,
ma anche per altri motivi più pratici e pragmatici: le teorie che
vedono nel nucleare l’unica alternativa e il falso mito dell’economicità
dell’energia atomica sono smentiti da tutti gli studi internazionali
che mostrano come il nucleare sia la fonte energetica più costosa e
meno competitiva, senza parlare dell’approvigionamento dell’uranio e
della smaltimento delle scorie, questione ancora irrisolta in tutto
il mondo, e poi in soli due anni di lavoro la Regione Lazio ha
autorizzato impianti solari fotovoltaici per tanti MW di potenza,
quasi quanto i 210 del nucleare di Borgo Sabotino, all’epoca il più
grande reattore d’Europa. È quella delle rinnovabili insomma l’unica
vera strada da praticare, faremmo bene ad utilizzare i soldi dei
cittadini anche perchè dai territori interessati dai siti dismessi
arrivano richieste di bonifica e indennizzi territoriali alle
istituzioni. Quindi mi sentirei di considerare il comune di Nettuno
come deneuclarizzato, ma su altre questioni ci andrei più cauto e
con più senso pratico. Il comune dovrà di volta in volta, anche con
l’aiuto e l’assenso delle associazione e dei cittadini, prendere
decisioni a volte difficili. In passato c’era una modalità di
amministrare assai discutibile ed abbiamo ereditato dei crediti
ingiuntivi da affrontare, anche da varie discariche. Oggi si stanno
costruendo delle strutture per l’indifferenziato piuttosto sicuro
per quanto riguarda l’inquinamento e sono progetti da valutare,
senza preconcetti: forse sarebbe meglio avere una piccola centrale
nostra, studiata, valutata, suffragata da un progetto serio, senza
dover affidarci, senza certezze, a quella di Borgo Montello che
invece, essendo vecchia e sovrasfruttata inquina e non è sicura. La
difesa del territorio è importante e Nettuno può prendere decisioni
volta per volta, studiando i problemi e i rimedi e se riusciremo a
lavorare bene non ci sarà bisogno di nient’altro. Da altre parti a
nessuno viene in mente di imbrattare un muro (a parte i quartieri
periferici delle grandi metropoli) o gettare le carte per terra: con
l’energia è lo stesso concetto, se si riesce ad entrare
culturalmente con questo discorso la centrale non la metteranno mai.
La decisioni scaturirà quasi spontanea: in questo territorio non si
fanno opere non ecologicamente corrette perché c’è grande attenzione
a tutto l’ambiente e c’è la consapevolezza che gran parte del
territorio sia ancora in condizioni buone e abbia un futuro
assicurato se passano messaggi positivi. Per uno sviluppo
sostenibili d'altronde sono importanti le persone e la loro cultura.
E poter oggi sviluppare questi discorsi è già di fondamentale
importanza perchè è la cultura di un paese che migliora e cambia
queste cose, non le prese di posizioni o le denunce. Ragioniamoci
Parco di Loricina e Fiume Loricina: Il bilancio
partecipato è quello strumento che consente a tutti i cittadini di
apprezzare una trasparenza non solo sulle attività amministrative,
ma anche sulle risorse a disposizione. Ebbene, attualmente la
situazione di Nettuno, che purtroppo abbiamo ereditato, è non solo
pesante, ma addirittura drammatica. Ma non è impossibile e ancora vi
si può porre rimedio, ma richiede sacrifici, perchè lo sbilancio è
fortissimo, e in situazioni di emergenza si sa che la
programmazione e la progettazione diventano difficili. In questo
momento il comune è sotto organico di 50/ 60 persone, abbiamo
trovato persone demotivate su cui abbiamo dovuto lavorare e, almeno
nella gran parte, stanno dando risposte positive essendosi messe a
disposizione dando dinamicità alla struttura. Credo che verso la
fine dell’anno si potrà cominciare a fare una vera idea di
programmazione e progettazione. Adesso, con i soldi a disposizione
dobbiamo pianificare e programmare le emergenze. Poi la gestione del
bilancio del comune non sarà come quella del passato: i soldi dati
ad un capitolo dovranno restare nel capitolo e non potranno essere
utilizzati per altre attività. Adesso che devo fare dei lavori al
cimitero e devo utilizzare risorse della mia area su un’altra, anche
per una somma risibile di 12 mila euro, ho dovuto far fare una
delibera di giunta e farla ratificare dal consiglio comunale.
Nemmeno i fuori bilancio possono più esistere: “il cumpà vammi a
fare questo lavoro” e poi vedremo come pagarti, magari con soldi
fuori bilancio, non sarà più possibile. Qualsiasi intervento va
programmato e pianificato e non effettuato su spinte improprie. E’
un andazzo che deve finire.
Il Parco di Loricina è un problema serio. Intanto è stata
revocata l’autorizzazione al “Mondo di gomma”, è stato fatto un atto
amministrativo per liberare quell’area, che va riprogettata e
recuperata. Dobbiamo mollare situazione dove non c’è sicurezza e
nessuna autorizzazione e non consentire occupazione e gestione senza
la destinazione e una definita autorizzazione. Esempio di
confusione e di malgoverno è la questione riguardante l’ipotetica
costruzione della piscina. Struttura finanziata ma che sconta un
contenzioso con la ditta costruttrice che comporta che il
finanziamento non basti più a finirla. Adesso il problema è cosa
fare di questa struttura su cui non si è fatto un collaudo e non si
sa nemmeno se il terreno era adatto e cosa potrebbe succedere, se
completata, nel momento in cui fosse riempita d’acqua. Tutti
passaggi pesanti e una grande battaglia che sta conducendo
l’assessore ai Lavori Pubblici. La vecchia amministrazione, non
contenta, decise che doveva esserci anche una piscina all’aperto,
appaltata e finanziata, senza problemi di tipo amministrativo
contabile, e su cui, entro poco tempo, si deve decidere cosa fare.
Il progetto è stato finanziato e si potrebbe finire i lavori anche
se i servizi fanno parte dell’altro progetto. Insomma ci sono da
assumersi responsabilità non da poco. Così come per il cimitero
dobbiamo assumerci tante responsabilità personali. Per questo anche
l’ambiente e non solo il bilancio deve essere partecipato. Io ho
intenzione di instaurare con le associazioni impegnate sul
territorio un tavolo di confronto, pur che sia positivo, reale,
pragmatico e che abbia la volontà e la capacità di affrontare tutti
i problemi, ad iniziare da quello delicato della acque fino a quello
delle aree verdi. Chi mi conosce lo sa che a me sta a cuore la città
che sono stato chiamato ad amministrare ed i suoi abitanti ed io
non mollerà l’osso: l’ecologia e la sostenibilità è un argomento
troppo importante.
Anch’io sono intervenuto, a nome della Nimpha
onlus, ed ho chiesto un impegno forte all’assessore, un vero patto
fra amministratori e cittadini per affrontare insieme i problemi
sempre più complessi della nostra vita collettiva. Perché governare
oggi implica più responsabilità di un tempo, ma anche essere
cittadini non è semplice. Stiamo assistendo, sempre più impotenti al
fallimento di tante certezze e il ricorso al “mercato” come panacea
di tutti i mali pur sapendo che il solo mercato non ha consentito di
raggiungere gli obiettivi prefissati, anzi sta lasciando vittime in
tutto il mondo. Ma ancora oggi i governi, invece di agire con misure
di carattere sociale e strutturale, lasciano fare al mondo degli
affari che agisce sugli effetti e non sulle cause attraverso il
primato della tecnica e del business. Così si spacciano operazioni
improntate al guadagno e al potere per soluzioni e la gente crede di
aver trovato risposte tecnologiche ai problemi del clima, o dei
rifiuti o del petrolio, e non è invogliata a modificare i
comportamenti né il sistema sociale ed economico. Lo sfruttamento
della natura, ma anche le guerre e una politica aggressiva viene
praticata in funzione di consumi futili, d’immagine, edonistici, al
costo di distruzione irreversibile di risorse e sempre di più ci
sfugge la soluzione dei nostri mali, ovvero la necessità di saper
affrontare consapevolmente nodi complessi sapendo coinvolgere e
motivare i primi attori che dovrebbero essere i cittadini. Ma questi
temi non sono all’ordine del giorno dell’agenda politica a tutti i
livelli di governo. Ecco perché ho apprezzato l’intervento di Flavio
Biondi, perché, furbescamente o convintamene non importa, non si è
mai scordato, in ogni suo ragionamento di mettere al centro del
problema il cittadino, la persona umana.
L’incontro finisce, ringraziamo Bordacconi,
mangiamo qualcosa e infine ci avviamo alla macchina. Ci voltiamo
ancora una volta verso l’ingresso del Parco e ancora ci si stringe
il cuore nel pensare cosa potrebbe essere ed invece cosa è ancora
oggi.
Giancarlo Testi
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L'assessore Biondi sembra preparato, fortemente
impegnato e pieno di buona volontà: il tempo saprà dirci se
arriveranno risultati positivi.
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