litorale sud

Flavio Biondi a tutto campo: non mollerò l'osso.
ll Parco di Loricina ci accoglie con la sua bellezza offuscata e deflorata dall’incuria e da un abbandono ormai non più sopportabile. Più che uno spazio aperto alla città e alle esigenze dei cittadini, valore aggiunto del quartiere, il Parco sembra un luogo chiuso e pericoloso, dominato da inciviltà, contenitore d’illegalità diffusa e di tutte le emergenze cittadine. Nei secoli scorsi i giardini, le aree verdi, gli spazi naturalisti e botanici, i parchi segnavano il potere e la cultura delle nobili e aristocratiche famiglie della città; oggi determinano il grado di qualità di una città. Anche il fatto che sia completamente recintato non aiuta a viverlo come una normale area verde di cui si può liberamente e sicuramente usufruire.
Il resoconto di un dibattito interessante fra l'assessore e le associazioni all'interno del Parco Palatucci organizzato dal Bordacconi all'interno della Festa di Liberazione.

Biondi: io non mollerò l’osso

Chiudo gli occhi e m’immagino un Parco aperto, un luogo d’incontro che consente l’espandersi della rete di conoscenze e di amicizie. Che ci fa vivere meglio, ci fa sentire parti integranti di un ambiente che ci proietta fuori dal sistema-casa o sistema-famiglia, ci aiuta ad andare oltre il nostro spazio intimo e razionale, facendoci aprire ad una socializzazione diversa.

Tutti, anche gli amici diversamente abili e i bisognosi d’assistenza possono accedere alla bellezza di un ambiente che stimola le funzioni psicologiche, fisiologiche, sociali ed emozionali e ripristina condizioni di benessere e fratellanza. Anziani, giovani, sportivi, piante e animali vivono insieme un eco-sistema dove ognuno trova il suo spazio e il suo spirito positivo.  

Ma la rauca voce di un volontario della festa di turno che chiama il numero collegato alla frittura di pesce e patatine mi riporta alla realtà. Uno dei pochi polmoni verdi di Nettuno vive senza qualsiasi intervento di manutenzione, fatta eccezione dei pochi interventi di sistemazione effettuati in occasione di queste feste di partito o altre enogastronimiche. La visione è sempre la stessa: banchi per la distribuzione del cibo, spazio per il luogo di ristoro, palco per le manifestazioni e, in qualche occasione, ballo presso la pista di pattinaggio. Indifferenza per tutto il resto: indifferenza per un fiumiciattolo che conserva specie caratteristiche di flora e fauna, indifferenza per il deturpamento di spazi che potrebbero essere fiori all’occhiello del quartiere e della città, dai giardini all’anfiteatro. Ma almeno questa volta l’organizzatore della Festa di turno, quella di Liberazione, Marco Bordacconi ha convocato un incontro fra le associazioni locali e l’Assessore all’Ambiente Flavio Biondi, incontro dove è possibile parlare del problema del Parco come di altre questioni importanti, dalla raccolta differenziata al problema delle acque.  

 Diverse organizzazioni sono presenti ed ognuna rivolge domande e fa considerazioni sullo stato dell’arte dal punto di vista ecologico e a tutte le domande e alle numerose sollecitazioni e punzecchiature l’assessore risponde in maniera chiara e sincera, fuori dal linguaggio burocratico e di circostanza, affrontando i tanti problemi di Nettuno. Di seguito le affermazioni dell’assessore Flavio Biondi che ritengo più significative.

Raccolta differenziata: il passaggio al nuovo sistema della raccolta rifiuti non sarà indolore e presupporrà un grande sforzo di tutti. Il fatto positivo è che la società Ecopolis 2000  punta molto sul buon andamento di Nettuno per potersi imporre a livello nazionale e quindi sarà costantemente presente su tutti i passaggi necessari all’ottenimento di un risultato positivo che dimostrerà che nella nostra città non vive un popolo incivile che getta tutto per terra e se ne frega della collettività, in questi primi mesi di mandato ho potuto costatare che c’è la volontà di adeguarsi ad un cambiamento peraltro obbligato e la pressione che abbiamo avuto nei mesi estivi su questo problema mi ha convinto che è possibile fare una buona raccolta differenziata e in due tre anni avremo dei risultati assai soddisfacenti. D'altronde la raccolta differenziata è il modo migliore per preservare e mantenere le risorse naturali, a vantaggio nostro e delle generazioni future: riusare e riutilizzare i rifiuti, dalla carta alla plastica, contribuisce a restituirci e conservare un ambiente "naturalmente" più ricco. In commissione ambiente si sta discutendo ed approvando il Nuovo Regolamento d’Igiene ed Ambientale del Comune che si occuperà dell’adattamento al nuovo sistema; nel documento si prenderanno in considerazioni informazioni fondamentali come gli orari e le modalità del conferimento dei rifiuti, prevedendo anche interventi duri perché l’esperienza ci insegna che il non rispetto delle regole crea gravi problemi. Certo, il sistema utilizzato da alcuni comuni con il “codice a barre” sarebbe il massimo, perché consentirebbe di motivare adeguatamente i contribuenti, grazie ad un opportuno sistema di premi e penalizzazioni, valutare i tempi medi di riconsegna dei sacchetti nelle varie zone comunali, ottimizzando così il servizio di recupero dei rifiuti, valutare percentuali e quantità delle varie tipologie di rifiuti, in modo da consentire un adeguato dimensionamento di eventuali processi di distruzione e riciclaggio dei rifiuti, ma attualmente è necessario muoversi nel campo del possibile e io credo che se i cittadini seguiranno la grande campagna d’informazione che sta partendo avremo risultati comunque eccellenti. Noi faremo tanta informazione per chiarire a tutti come comportarsi. L’obiettivo resta quello di  cambiare il volto a Nettuno, anche attraverso la raccolta differenziata dei rifiuti. Ci vorrà del tempo per avere benefici economici, quando ci saranno, anche attraverso il bilancio partecipato, si potranno prevedere sgravi e risparmi anche per i cittadini.

Turbogas, centrali nucleari, fonti energetiche alternative: Da sempre sono contrario alla Turbogas, anche se non credo di essere un “fondamentalista ecologico”, ma un amministratore pragmatico che vuole sfruttare tutte le risorse necessarie si compatibili. Contrario  perché il progetto è partito male fin dall’inizio sia per il luogo (ci sono aziende che fanno biologico in quella zona) che per  come è calato dall’alto il progetto utilizzando una sorta di “copia incolla” come se tutte le realtà fossero uguali e tutte le sensibilità assopite. L’impatto ambientale è importante e i progetti devono essere seri e ben valutati, ma anche condivisi. Anche la nostalgia per il nucleare non mi convince e non solo perché abbiamo vicino la centrale di Borgo Sabotino, che fu la prima centrale nucleare ad entrare in funzione in Italia e che oggi, al pari degli altri tre impianti chiusi dopo il referendum dell’87, e che adesso rischia la riapertura secondo le intenzioni dell’attuale  governo, ma anche per altri motivi più pratici e pragmatici: le teorie che vedono nel nucleare l’unica alternativa e il falso mito dell’economicità dell’energia atomica sono smentiti da tutti gli studi internazionali che mostrano come il nucleare sia la fonte energetica più costosa e meno competitiva, senza parlare dell’approvigionamento dell’uranio e della smaltimento delle scorie, questione ancora irrisolta in tutto il mondo, e poi in soli due anni di lavoro la Regione Lazio ha autorizzato impianti solari fotovoltaici per tanti MW di potenza, quasi quanto i 210 del nucleare di Borgo Sabotino, all’epoca il più grande reattore d’Europa. È quella delle rinnovabili insomma l’unica vera strada da praticare, faremmo bene ad utilizzare i soldi dei cittadini anche perchè dai territori interessati dai siti dismessi arrivano richieste di bonifica e indennizzi territoriali alle istituzioni. Quindi mi sentirei di considerare il comune di Nettuno come deneuclarizzato, ma su altre questioni ci andrei più cauto e con più senso pratico. Il comune dovrà di volta in volta, anche con l’aiuto e l’assenso delle associazione e dei cittadini, prendere decisioni a volte difficili.  In passato c’era una modalità di amministrare assai discutibile ed abbiamo ereditato dei crediti ingiuntivi da affrontare, anche da varie discariche. Oggi si stanno costruendo delle strutture per l’indifferenziato piuttosto sicuro per quanto riguarda l’inquinamento e sono progetti da valutare, senza preconcetti: forse sarebbe meglio avere una piccola centrale nostra, studiata, valutata, suffragata da un progetto serio, senza dover affidarci, senza certezze, a quella di Borgo Montello che invece, essendo vecchia e sovrasfruttata inquina e non è sicura. La difesa del territorio è importante e Nettuno può prendere decisioni volta per volta, studiando i problemi e i rimedi e se riusciremo a lavorare bene non ci sarà bisogno di nient’altro. Da altre parti a nessuno viene in mente di imbrattare un muro (a parte i quartieri periferici delle grandi metropoli) o gettare le carte per terra: con l’energia è lo stesso concetto, se si riesce ad entrare culturalmente con questo discorso la centrale non la metteranno mai. La decisioni scaturirà quasi spontanea: in questo territorio non si fanno opere non ecologicamente corrette perché c’è grande attenzione a tutto l’ambiente e c’è la consapevolezza che gran parte del territorio sia ancora  in condizioni buone e abbia un futuro assicurato se passano messaggi positivi. Per uno sviluppo sostenibili d'altronde sono importanti le persone e la loro cultura. E poter oggi sviluppare questi discorsi è già di fondamentale importanza  perchè è la cultura di un paese che migliora e cambia queste cose, non le prese di posizioni o le denunce. Ragioniamoci

 

Parco di Loricina e Fiume Loricina: Il bilancio partecipato è quello strumento che consente a tutti i cittadini di apprezzare una trasparenza non solo sulle attività amministrative, ma anche sulle risorse a disposizione. Ebbene, attualmente la situazione di Nettuno, che purtroppo abbiamo ereditato, è non solo pesante, ma addirittura drammatica. Ma non è impossibile e ancora vi si può porre rimedio, ma richiede sacrifici, perchè lo sbilancio è fortissimo, e in situazioni di emergenza si sa che la  programmazione e la progettazione diventano  difficili. In questo momento il comune è sotto organico di 50/ 60 persone, abbiamo trovato persone demotivate su cui abbiamo dovuto lavorare e, almeno nella gran parte, stanno dando risposte positive essendosi messe a disposizione dando dinamicità alla struttura. Credo che verso la fine dell’anno si potrà cominciare a fare una vera idea di programmazione e progettazione. Adesso, con i soldi a disposizione dobbiamo pianificare e programmare le emergenze. Poi la gestione del bilancio del comune non sarà come quella del passato: i soldi dati ad un capitolo dovranno restare nel capitolo e non potranno essere utilizzati per altre attività. Adesso che devo fare dei lavori al cimitero e devo utilizzare risorse della mia area su un’altra, anche per una somma risibile di  12 mila euro, ho dovuto far fare una  delibera di  giunta e farla  ratificare dal consiglio comunale. Nemmeno i fuori bilancio possono più esistere: “il cumpà vammi a fare questo lavoro” e poi vedremo come pagarti, magari  con soldi fuori bilancio, non sarà più possibile. Qualsiasi intervento va programmato e pianificato e non effettuato su spinte improprie. E’ un andazzo che deve finire.

Il Parco di Loricina è un problema serio. Intanto è stata revocata l’autorizzazione al “Mondo di gomma”, è stato fatto un atto amministrativo per liberare quell’area, che va  riprogettata e recuperata. Dobbiamo mollare situazione dove non c’è sicurezza e nessuna autorizzazione e non consentire occupazione e gestione senza la destinazione e  una definita autorizzazione. Esempio di confusione e di malgoverno è la questione riguardante l’ipotetica costruzione della piscina. Struttura finanziata ma che sconta un contenzioso con la ditta costruttrice che comporta che il  finanziamento non basti più a finirla. Adesso il problema è cosa fare di questa struttura su cui non si è fatto un collaudo e non si sa nemmeno se il terreno era adatto e cosa potrebbe succedere, se completata, nel momento in cui fosse riempita d’acqua.  Tutti passaggi pesanti e una grande battaglia che sta conducendo l’assessore ai Lavori Pubblici. La vecchia amministrazione, non contenta, decise che doveva esserci anche una piscina all’aperto, appaltata e finanziata, senza problemi di tipo amministrativo contabile, e su cui, entro poco tempo, si deve decidere cosa fare. Il progetto è stato finanziato e si potrebbe finire i lavori anche se i servizi fanno parte dell’altro progetto. Insomma ci sono da assumersi responsabilità non da poco. Così come per il cimitero dobbiamo assumerci tante responsabilità personali. Per questo anche l’ambiente e non solo il bilancio deve essere partecipato. Io ho intenzione di instaurare con le associazioni impegnate sul territorio  un  tavolo di confronto, pur che sia positivo, reale, pragmatico e che abbia la volontà e la capacità di affrontare tutti i problemi, ad iniziare da quello delicato della acque fino a quello delle aree verdi. Chi mi conosce lo sa che a me sta a cuore la città che sono stato chiamato ad amministrare ed i suoi abitanti ed io  non mollerà l’osso: l’ecologia e la sostenibilità è un argomento troppo importante.

Anch’io sono intervenuto, a nome della Nimpha onlus, ed ho chiesto un impegno forte all’assessore, un vero patto fra amministratori e cittadini per affrontare insieme i problemi sempre più complessi della nostra vita collettiva. Perché governare oggi implica più responsabilità di un tempo, ma anche essere cittadini non è semplice. Stiamo assistendo, sempre più impotenti al fallimento di tante certezze e il ricorso al “mercato” come panacea di tutti i mali pur sapendo che il solo mercato non ha consentito di raggiungere gli obiettivi prefissati, anzi sta lasciando vittime in tutto il mondo. Ma ancora oggi i governi, invece di agire con misure di carattere sociale e strutturale, lasciano fare al mondo degli affari che agisce sugli effetti e non sulle cause attraverso il primato della tecnica e del business.  Così si spacciano operazioni improntate al guadagno e al potere per soluzioni e la gente crede di aver trovato risposte tecnologiche ai problemi del clima, o dei rifiuti o del petrolio, e non è invogliata a modificare i comportamenti né il sistema sociale ed economico. Lo sfruttamento della natura, ma anche le guerre e una politica aggressiva viene praticata in funzione di consumi futili, d’immagine, edonistici, al costo di distruzione irreversibile di risorse e sempre di più ci sfugge la soluzione dei nostri mali, ovvero la necessità di saper affrontare consapevolmente nodi complessi sapendo coinvolgere e motivare i primi attori che dovrebbero essere i cittadini. Ma questi temi non sono all’ordine del giorno dell’agenda politica a tutti i livelli di governo. Ecco perché ho apprezzato l’intervento di Flavio Biondi, perché, furbescamente o convintamene non importa, non si è mai scordato, in ogni suo ragionamento di mettere al centro del problema il cittadino, la persona umana.

L’incontro finisce, ringraziamo Bordacconi, mangiamo qualcosa e infine ci avviamo alla macchina. Ci voltiamo ancora una volta verso l’ingresso del Parco e ancora ci si stringe il cuore nel pensare cosa potrebbe essere ed invece cosa è ancora oggi.

 

                                                                                                                      Giancarlo Testi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'assessore Biondi sembra preparato, fortemente impegnato e pieno di buona volontà: il tempo saprà dirci se arriveranno risultati positivi.

 

 

 

 

 

                                                             Ultimo aggiornamento: 21-08-09