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Ci si potrebbe chiedere
perché il doppio lavoro porti lustro e credito sociale al professore
universitario e al barone accademico che tanto più è stimato quanto meno si
fa vedere all'università, e porti invece decurtamenti dello stipendio,
licenziamento, disprezzo, ammiccamenti e smorfie moralistiche all'impiegato
“fannullone”. Ma oggi va di moda il Brunetta “moralizzatore italiano” anche
perché i cittadini non riflettono sul fatto che, nel Paese degli abusivi e
degli evasori, dei conflitti di interesse e delle mafie, dei furbetti e
degli imprenditori con i soldi pubblici, dichiara guerra al bidello e vuole
licenziare i poveri cristi, non il barone universitario o il primario, o il
politico che fanno assumere figli e parenti vari. Il ministro vuol mettere
alla gogna non chi ha sempre gestito la giustizia e l’ha portata allo
sfascio, ma l'usciere del tribunale che prende troppi caffè al bar.
Ecco che si apre una
stagione di lacrime e sangue per gli impiegati pubblici, ma tutti i baronati
non vengono scalfiti, le caste restano immuni e attraversano tutti i
governi, di centro, di destra e di sinistra. I moralizzatori salgono sul
palco montato dal discredito, e dall’alto di redditi pari a 15/20.000 Euro
al mese, arringano le folle e tagliano per Decreto il salario delle guardie
carcerarie che hanno uno stipendio di 1.350 euro al mese. Con decreto Legge
perché il provvedimento è “necessario e urgente”. Mentre i prezzi corrono
incontrollabili.
La battaglia è contro i
poveri cristi che guadagnano poco, ma sono tanti. e poi
bisognava spostare
l'interesse dei giornali e dei cittadini verso argomenti meno scottanti per
la casta. I dossier
sulle intercettazioni, le tante inchieste avevano quasi travolto la classe
dirigente. Fiumi di telefonate che tracciano il profilo di un paese dominato
dall'immoralità, prestazioni sessuali in cambio di comparsate in tv,
politici che concordano con i giornalisti le domande delle interviste, voti
in cambio di favori e posti di lavoro, campionati di calcio probabilmente
truccati e intercettazioni telefoniche a iosa, cronache di ruberie e
scandali stavano tracciando il ritratto di un paese con una classe dirigente
dalla moralità in caduta libera, "dove il vizio privato ha sostituito la
pubblica virtù" e dove l'assenza di scrupoli è la regola e non più
un'eccezione. Ecco che servivano dei diversivi da dare in pasto alla società
e ai media accomodanti: impiegati fannulloni, immigrati clandestini, rumeni
e militari a presidiare le grandi città, per la sicurezza, mentre con
l'altra mano si levavano soldi alle forze dell'ordine, ma poco importa,
l'importante non è essere ma apparire.
E cosa rimane
delle campagne moralizzatrici? Della caccia al fannullone da dare in pasto
al popolo delle Partite IVA? Rimane il sospetto che
tutto sia preordinato a fare cassa, a privatizzare interi pezzi della
Funzione Pubblica: a delegittimare l’apparato pubblico, per poterlo
sostituire con qualcosa di diverso … e sconosciuto.
La
Pubblica amministrazione non piace quando non funziona: piace ancor meno
quando fa bene il suo dovere, quando controlla gli evasori, quando verifica
i comportamenti di chi vuole approfittare. E paradossalmente si depotenziano
oggi le Strutture cui sono affidati i controlli fiscali.
Gli effetti di questa
nuova stagione “moralizzatrice” e di ricerca di “efficientismo” della
macchina pubblica, non sono ancora del tutto delineati, solo due certezze:
il taglio del salario dei pubblici dipendenti e l’orizzonte di un contratto
da 60 Euro. Oltre l’orizzonte … l’indigenza. E stringendo il cerchio sul
pubblico impiego, ci si prepara per cambiare le regole contrattuali anche
del lavoro privato.
E tutto questo mettendo i
lavoratori contro, senza capire che se soffrono i lavoratori, non potranno
ridere gli artigiani e i commercianti. Ma le caste intoccabili possono
invece continuare a dormire sonni tranquilli: nessuno scandalo sui loro
stipendi, nessun divieto di cumulo di incarichi per i Deputati, per i Baroni
delle Università e degli ospedali.
Sarà sufficiente, per
presentarsi immacolati al popolo plaudente, tagliare la testa di qualche
impiegato pubblico, fare qualche visita fiscale la mattina di Natale ed il
pomeriggio del prossimo Ferragosto, mostrare i sacchetti col denaro tolto
dal salario accessorio, per potersi presentare come Robin Hood che ha tolto
ai ricchi impiegati per dare ai poveri notai.
Saranno immacolati e
senza colpa, i custodi della morale, i sacerdoti della giustizia sociale,
incaricati di precipitare dalla piramide del potere i cadaveri dei
dipendenti pubblici, per lasciarli cadere verso il popolo che troppo tardi
si accorgerà di cibarsi di se stesso. Perché il pubblico impiego, il suo
indotto e le famiglie che rappresenta, equivalgono a un terzo della Nazione,
assicurano un servizio insostituibile e sono i garanti di una funzione
vitale per la democrazia del Paese ... se ancora interessa.
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