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Al di la della disputa tra Legambiente e il Sindaco Luciano Bruschini

FERMIAMOCI A RIFLETTERE SULLA REALIZZAZIONE DEL NUOVO PORTO

 

 

L’assegnazione da parte di Legambiente ad Anzio della bandiera nera 2009, per la questione Porto che oscurerebbe il centro cittadino,  non è andata giù al sindaco della città che replica stizzito all’Associazione ambientalista: “ Non mi sono mai sottratto a confronti pubblici sul progetto della realizzazione del nuovo Porto, - ha sostenuto Luciano Bruschini -  io so bene di essere il Sindaco di tutti i cittadini ma,  come Amministrazione abbiamo il dovere di attuare il programma sottoposto al giudizio degli elettori ed il nuovo Porto, insieme al Casinò della Città di Anzio, rappresenta una priorità assoluta. Non mi spiego perché Legambiente, che aveva  ritenuto “a basso rischio impattante”  il medesimo progetto presentato nel 1998 e  inserito nel piano regionale dei Porti dal Sindaco diessino Mastracci e dalla Giunta Badaloni, oggi si esprima in questi termini. Evidentemente per Legambiente è cambiato il colore politico dell"Amministrazione Comunale che attualmente lo sostiene rispetto a quella del 1998”. 

     

           Come si presenta oggi il Porto di Anzio              Come sarebbe  il nuovo  Porto di Anzio

Non vogliamo entrare nella presunta disputa politica, ma ci limitiamo a fare un ragionamento semplice che avevamo già espresso subito dopo la disgraziata conferenza sul Porto all’Hotel Lido di Garda.  Al di la delle convenienze politiche, al di la della legittimità degli atti e delle procedure,  ci chiedemmo se tutti i cittadini siano al corrente di cosa comporti  il progetto in ballo, per loro e per la città. Ci domandammo questo anche alla luce del rammarico che oggi c’è a Nettuno con un Porto che ha tolto la visione del mare e non ha corrisposto alle tante promesse di sviluppo economico per la città.  Legambiente, al di la dei propri “sbilanciamenti” politici, ci pare non faccia che sottolineare quello che allora noi dicemmo e che qui appresso confermiamo, perché se è vero che il progetto di adeguamento del porto è sicuramente per Anzio un'occasione unica ed irrinunciabile per il rilancio dell'intera città, è anche vero che si deve agire con responsabilità, trasparenza e competenza, e  usare una sensibilità capace di superare con determinazione anche gli steccati dell'appartenenza politica.

Anche l’immagine che abbiamo costruito può far capire di cosa stiamo parlando e quindi ogni posizione critica e propositiva non può essere assunta dall’amministrazione come disfattistica; al contrario dubbi, perplessità o giudizi legittimamente critici devono essere colti ed accettati come ricchezza, come occasione di perfezionamento del processo avviato per l'adeguamento del Porto di Anzio e come fonte di maggiori garanzie. Nel dettaglio:

·        il nuovo progetto andrebbe ad invadere il mare con 1 chilometro (1000 metri) di cemento e nessuno può pensare che questo non possa determinare degli effetti, sia sulla città che sulla spiaggia e, chiaramente, non solo di Anzio;

·        Non è vero che tutta la popolazione condivida il nuovo progetto così “invadente”;

·        il progetto configura un'infrastruttura sterile ed avulsa dal contesto cittadino che rompe e travolge gli antichi legami e compromette definitivamente il volto e la vita della città;

·        il nuovo porto è circa 9 volte più grande della sua città (quasi 4 volte anche se si fa riferimento ad un ambito più esteso del centro città) e non si può più considerare un porto nella città ma al contrario una città fagocitata e travolta dal suo porto;

·        il nuovo porto non solo compromette i legami tra porto e città ma il nuovo bacino marginalizza la pesca e la piccola pesca, sradicate dal centro. Di fatto la città storicamente dedicata alla vita che si svolge sul porto diventerà un affaccio su un muto parcheggio di barche ed auto;

·        la dimensione del nuovo porto richiede opere per viabilità e parcheggi oggettivamente difficili da inserire nel tessuto già congestionato e inadeguato del centro storico. Inoltre il progetto identifica unicamente nel porto il punto terminale di tutto il traffico veicolare collocando sempre a ridosso dello stesso le aree di parcheggio;

·        l'insieme costituito dal molo di sopraflutto e dalle barriere a difesa della riviera di ponente si ritiene abbia dimensioni e caratteristiche tali da comportare risentimenti in termini di depauperamento delle spiagge su tutto il litorale a monte e a valle.

Tutti buoni argomenti caro sindaco Bruschini, al di la della polemica con Legambiente. Argomenti a cui si dovrebbero dare risposte documentate e non battute. Così come per la storia del Casinò, dove si fa finta di non sapere che lo stabile, con un rogito notarile  è assegnato ad uso esclusivo e perpetuo all’Istituto scolastico alberghiero. Quindi un grande plauso per le tante iniziative virtuose ultimamente intraprese, che meriterebbero una bandiera verde e non nera, ma attenzione a sponsorizzare progetti che alla lunga potrebbero avere ritorni negativi e non solo per Anzio.  

 

 

 

PRECEDENTE

Se dovessimo seguire i falsi messaggi  che arrivano dalle istituzioni dovremmo affermare che l’acqua del nostro mare è generalmente pulita. In effetti, chi frequenta spesso la spiaggia sa che in alcuni periodi dell’anno il mare è limpidissimo, è davvero da bandiera blu, ma poi arriva l’estate e nel momento più delicato, quello in cui arrivano i turisti, tutto cambia. Molti si chiedono quale possa essere il motivo. Quando la popolazione improvvisamente muta e i romani scendono nelle loro case al mare, si ha uno strappo rispetto al normale andamento che si ripercuote su tutte le attività.  Andamento positivo, si spera, per quelle commerciali, ma certamente negativo per il territorio, che improvvisamente si trova a sostenere un carico di abitanti moltiplicato: dai rifiuti, al traffico, all’inquinamento.

Si cerca di attrezzarsi, ma il compito è arduo e i risultati scarsi. Questo il responso del monitoraggio delle acque marine laziali analizzate da Goletta Verde per la campagna di Legambiente di analisi e informazione sullo stato di salute delle acque di balneazione realizzata in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e tutela del Territorio e del Mare. Ciò che preoccupa di più sono le foci dei fiumi, a dimostrazione di come il mare laziale rimane sotto scacco degli scarichi anche illegali. Dove si è prestato attenzione al problema e sono stati realizzati interventi si cominciano a vedere i risultati: bisogna allora accelerare i lavori per la messa in opera dei sistemi di depurazione e combattere gli scarichi fognari illegali, per scardinare il degrado. Anche a Nettuno a volte, camminando sulla spiaggia è possibile vedere il contrasto tra un bel tramonto e un “serpentone” antiestetico, se non pericoloso, che scarica, si spera acque chiare, a mare. E, se non è pericoloso per l’inquinamento del mare, lo è certamente per quello degli occhi. Poi qualche amico ci confida che da queste “bocche sul mare” esce acqua chiara quando è bel tempo e le spiagge sono frequentate, ma si trasformano in vere condutture di maleodoranti liquami quando c’è brutto tempo. Con la mareggiata i liquami putridi e puzzolenti si mischiano alle onde e le correnti fanno il resto. Basta andare al canale di Loricina per verificare che diversi scarichi vi confluiscono e per immaginare dove andranno poi a finire. Certo, ad un certo punto il fiumiciattolo sparisce sotto la strada, e a noi è impossibile sapere cosa succede la sotto. Ma ci riserviamo di andare a verificare cosa esce a mare nelle giornate di brutto tempo. Se le cose stanno così il minimo che si dovrebbe fare subito è piazzare un moderno depuratore alla chiusa del canale per depurare le acque dove facciamo il bagno noi e i nostri figli.

Qualcuno allora si potrebbe domandare: ma la nostra costa è da bandiera blu o da bandiera nera? Probabilmente da tutte e due se si seguono le indicazioni degli organi preposti a consegnare queste “onorificenze”. Anzio, per esempio è bandiera blu secondo il rapporto annuale della FEE, ma è anche una delle quattro bandiere nere laziali, vessillo che Legambiente assegna ai “Pirati del Mare”, per la brutta e pericolosa struttura che da oltre trenta anni domina il lungomare di Lavinio, nella passeggiata delle Sirene. Sono due facce della stessa medaglia che non ci lasciano contenti perché il litorale deve puntare ad un turismo di qualità e ad uno sviluppo che si basi sull’evidenziazione delle bellezze locali, . Le nostre coste devono essere considerate una grande ricchezza per la collettività, territori antichi, che trasudano storia, con una natura martoriata ma ancora imponente e che meritano decisamente più attenzione.

                                                                                                                      Giancarlo Testi

 

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12-04-10