Il percorso verso i nuovi partiti delle vecchie componenti sta creando qualche frizione e qualche problema facendo emergere contraddizioni e sfoghi clamorosi. Forse sono tutti tatticismi per precostituirsi posizioni privilegiate rispetto al nuovo partito ma forse esiste anche qualche problema più serio che ha a che fare con la scelta di una nuova classe politica che possa riscattare un passato non pienamente fulgido per Nettuno.

Per capire qualcosa di più abbiamo fatto una doppia intervista a due personaggi che incarnano le posizioni inverse, ovvero Nestore Angelici che ha l’incarico di coordinatore del futuro nuovo partito e Dandolo Conti che invece, oltre ad essere capo delegazione in Consiglio, è il responsabile della componente DS in transitato nel PD.

Come spiega il risultato elettorale positivo ottenuto da Chiavetta in controtendenza con le elezioni nazionali. Si deve considerare solo un voto personale o un voto di protesta?

Angelini: Probabilmente i cittadini di Nettuno hanno fatto una scelta che risente di alcuni errori che il centro destra ha fatto nel passato ma questi ormai sono discorsi che non servono a molto. Il fatto vero è che quando la barca risulta ingovernabile non servono arroganze ed è ora di iniziare a ragionare sul futuro. Non può essere che ogni volta che non si sa come affrontare i problemi si dia la colpa a quelli che c’erano prima, bisognerebbe invece ricercare l’aiuto di tutti e noi chiediamo un’apertura seria. Perché il nostro obiettivo primario è quello di risolvere i tanti problemi di Nettuno.

Conti: Certamente il PD sarà difficile che possa arrivare a percentuali intorno a quel 70% dei voti come è capitato a Chiavetta, ma sicuramente noi stiamo lavorando per ampliare il nostro consenso attuale che attualmente si aggira intorno al 25, 28 per cento.  E’ noto che questa di Anzio e Nettuno è una zona diciamo politicamente moderata, ci conforta però il fatto che il PD, rispetto ai precedenti schieramenti dei Ds e della Margherita, abbia ottenuto un risultato che noi reputiamo abbastanza buono.

Il primo periodo della giunta di centro sinistra è stato accompagnato da grande prudenza da tutti gli schieramenti. Ma da qualche giorno sono comparsi manifesti e prese di posizioni ferme. E’ una questione di visibilità, di distinzione politica, o ci sono seri motivi di contrapposizione. Qualcuno è arrivato a sostenere che oggi ci sia addirittura il “partito dei consiglieri eletti”.

Angelini: Io cerco di essere realista e di restare attaccato alle questioni concrete. Sono stato anche per anni a diretto contatto con politici  nazionali e non ho preclusioni ne mentali ne politiche con nessuno, anche perché la politica è in continua mutazione. Sarei quindi personalmente contento, assieme a tutto il coordinamento, di poter dare una mano per risollevare le sorti della città dove sono nato, ma quando ci troviamo davanti ad una politica approssimativa, volta più a perseguire personalismi che a dare risposte ai cittadini, quando si nota una evidente mancanza di coesione che non produce risultati positivi, non ci resta altro che prendere posizioni nette. Per esempio, noi crediamo che i problemi della sicurezza e della legalità, temi assai delicati per Nettuno, siano questioni concrete che forse meritavano, come mi ha suggerito un amico nei giorni scorsi, addirittura un assessorato specifico, ma quando si parla di sicurezza bisogna sapere che riguarda tutti e non può essere che riguardi solo la sicurezza personale del sindaco che assume, non so a quale titolo, un operatore privato e lo colloca nella sua anticamera. Non è una cosa che è in linea con la trasparenza e la legalità che invece si predica, anche perché servirebbe un rafforzamento del controllo territoriale non lasciando solitario il forte impegno delle forze dell’ordine. E poi, come si può pretendere il coinvolgimento dell’opposizione su argomenti complessi e delicati dandogli la documentazione alle cinque di pomeriggio del giorno prima della loro discussione in Consiglio? Come si fa a leggere un pacco da un chilo e mezzo in una nottata e capirne il contenuto? Ebbene, noi ci siamo riusciti, perché possiamo contare sul prezioso contributo di tante figure altamente preparate, ma questi sono metodi e modi di fare che ricordano il passato.

Conti: Nettuno risente ancora profondamente delle ferite che la precedente giunta e poi il commissariamento le hanno inferto. A livello nazionale invece il centro sinistra ha subito una solenne batosta perché in due anni non siamo riusciti ad esprimere un governo decente, anche se andrà a finire che, visto come vanno le cose anche a livello mondiale, qualcuno finirà per rimpiangere quei due anni del governo Prodi. Rispetto a Nettuno le problematiche che abbiamo trovato non le avremmo mai potute governare con il 20% dei voti, ma anche con il 70% che è riuscito a mettere insieme Chiavetta, fin da subito ci siamo resi conto che per governare cosa restava di questa città, con tutte le sue problematiche, c’era bisogno di coinvolgere tutti. E devo dire che la disponibilità al dialogo e al ragionamento l’abbiamo trovata in tutte le forze rappresentate. Noi abbiamo voluto anche dare dei segnali positivi anche rispetto alla composizione delle due commissioni pesanti, come quella al bilancio e quella all’urbanistica,  e abbiamo fatto commissioni con 12 componenti proprio per permettere a tutti di partecipare. Sicuramente fra poco inizieremo ragionamenti sul nuovo piano regolatore e sullo sviluppo della città e vogliamo che tutti siano coinvolti. Sentiremo anche le associazioni e tutte le voci del territorio, così come sul bilancio dove pesa il problema della “Nettuno Servizi”. La votazione sul riequilibrio ha evidenziato il deficit di circa 20 milioni di euro senza contare gli ulteriori indebitamenti. E’ allora chiaro che la maggioranza deve ricercare, il più possibile, il consenso della città, e anche l’opposizione rappresenta la città.

Il momento di passaggio verso la costruzione reale di un nuovo partito è un passaggio travagliato e pieno di trappole ed incognite, specie quando si accavallano incarichi e competenze, magari non condivise dal territorio.

Angelini: Forse si è parlato anche troppo di questi problemi. Errori sono anche stati fatti nella campagna elettorale per le comunali e probabilmente se ne faranno anche in futuro, ma io voglio guardare avanti, aprendo a chiunque creda nel progetto PdL con onestà, passione ed umiltà. 

Conti: Io nella mia militanza ho sempre cercato di fare i miei ragionamenti di carattere politico nelle sedi  opportune, rispettando tutti ma sempre senza peli sulla lingua rispetto alle necessità e alle scelte da fare. Magari ci può essere qualcuno con meno esperienza che messo nelle condizioni di dover fare autocritica rispetto al suo operato, può perdere le staffe, ma queste cose, alla fine, lasciano il tempo che trovano.

Non le sembra quello che viviamo un periodo  contraddittorio, dove si predica il federalismo e la partecipazione ma poi si attua un centralismo ottuso, si va avanti a colpi di decreti, si mortifica quel dialogo fra tutte le forze politiche, culturali, sociali, che invece tutti ritengono necessario.

Angelini: Fra poco si scioglierà la Democrazia Cristiana e a dicembre anche Forza Italia, anche se fino alla costituzione del nuovo partito verranno conservate le attuali cariche, ma verso marzo verranno scritte le regole e allora tutti confluiremo nel nuovo partito. A Nettuno c’è una situazione unica perché da sempre c’è un grande partito come AN, che però è diviso in forti correnti, FI che ha tanti voti, e poi tutti gli altri che comunque hanno un ruolo. Il problema è che sarà difficile mettere tutti i proprietari d’interi appartamenti dentro una unica megavilla, ma questo è il tragitto obbligato, nell’intento di semplificare, aggregare e ridare alla gente la credibilità di fare politica, magari scegliendo protagonisti non coinvolti in interessi particolari e senza ricorrere a soluzioni romane.

Conti: Il nostro candidato leader ha impostato tutta la campagna elettorale sul dialogo affermando che chiunque vincesse avesse l’obbligo di dialogare con l’opposizione. Parole completamente disattese da chi ha vinto l’elezione e aveva tolto l’unica tassa federalista che era l’ICI, mettendo in grave difficoltà tutti i comuni che su quei soldi ci contavano e Nettuno in particolare proprio per le ulteriori difficoltà. Infatti, oltre a tutte le problematiche derivanti dalla questione legata alla Nettuno Servizi, il gettito che non entra per l’Ici è rilevante e la parte che arriverà a gennaio arriva in ritardo. Anche le altre operazioni che abbiamo messo in campo hanno bisogno di tempo e ulteriori verifiche, come per la Divina Provvidenza dove stiamo contattando un advisor che faccia un analisi di quello che è il bene e ci faccia una proposta convincente, perché venderla visto quello che rappresenta a livello sociale, potrebbe essere per noi una sconfitta.

Se non è solo una questione di potere significa che l’impegno di tutti deve essere rivolto alla soluzione dei problemi della città. Lei come s’immagina Nettuno fra dieci anni. E amministrata da chi?

Angelini: Un progetto l’abbiamo, ma io sono realista e so che la politica cambia ed è difficile ipotizzare quale ruolo potremo avere fra dieci anni e chi amministrerà la città, ma so di sicuro che io, al posto di Chiavetta, sarei stato disponibile a far valere le richieste di Nettuno magari andandomi ad incatenare a Montecitorio. Poi, se messo alle corde, avrei fatto un bel progetto di vendita per il Castello di Nettuno e la Divina Provvidenza e non l’operazione di “messa a rendita” che vuole fare la Giunta, valida solo se si ha intenzione di rinvestire immediatamente il capitale ricavato, e non se si ha la necessità di coprire dei buchi. Un grande progetto tendente a coinvolgere il privato e non solo in progetti di partnership ma principalmente in investimenti che sappiano ridare opportunità, economiche, lavorative e turistiche ad una città ferma, anche sul versante turistico, oltre che su quello delle politiche culturali e giovanili. L’unica mia certezza è che questa fase, anche se complessa, io me la vivo con il massimo della serenità e della disponibilità e potendo contare in una squadra preparata, corretta e leale, e non mi sembra poco.

Conti: Il PD nasce con le primarie di ottobre da due filoni principali, ma ancora non c’è, purtroppo il sentire comune di appartenenza a questo partito che ci sarà solo alla fine del percorso, con il congresso e le nuove legittimazioni democratiche.Per capire come sarà Nettuno fra dieci anni è importante sapere se sarà possibile fare tutte le cose che c’è l’esigenza di fare, se sarà possibile lavorare per uno sviluppo sostenibile della città e il piano regolatore costituirà la cartina di tornasole di come dovrà essere la città nel futuro. Se noi pensiamo di portare la città di Nettuno a centomila abitanti, ci sarà una problematica della qualità della vita di un certo tipo, se pensiamo invece di mantenere  abbastanza ferma la popolazione le possibilità di una vita qualitativamente positiva aumenteranno. Io ho 50 anni  e ho sempre cercato la politica del cambiamento, tanto è vero che in direzione dentro i DS su 25 persone ce n’erano 14 sotto i 30 anni e Alessio Chiavetta è l’espressione principale del nostro lavoro.

Grazie a tutti e due e buon lavoro, per voi, ma principalmente per Nettuno. 

                                            

                                                                                                                                                                                  Giancarlo Testi            

 

23-02-12